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14 gen 2019

Presidente Nissan Ghosn incarcerato con accuse di frode

Carlos Ghosn, presidente della Nissan Motors, continua ad essere detenuto in un carcere giapponese a seguito delle accuse di frode ai danni dell’azienda, e di altri reati finanziari. 
Fino a qualche anno fa Ghosn veniva considerato in Giappone come un vero e proprio eroe nazionale per aver risollevato le sorti della morente Nissan (grazie ad una sapiente partnership con Renault e Mitsubishi motors), averne tagliato costi di gestione e produzione, stabilito una nuova dinamica visione aziendale. 
Nei sondaggi risultava talmente popolare da essere considerato dagli entusiasti sostenitori come in grado di guidare il Giappone intero nelle veci di primo ministro, ricevendo anche l’onore, tutto nipponico, di vedere la propria vita serializzata in un famoso manga. 

Carlos Ghosn, fino a qualche anno fa kami della gestione aziendale, ora al centro di un colossale scandalo (BBC NEWS)
Ora rischia minimo dieci anni di prigione e una punizione pecuniaria, che potrebbe considerarsi comunque irrisoria se paragonata ai suoi introiti annui, ammontanti circa a 16 milioni di euro. 
Le accuse riguarderebbero proprio la presenza di manomissioni, omissioni ed informazioni fraudolente incluse nel proprio bilancio finanziario annuo, come ed esempio spese e perdite economiche derivante da investimenti privati sbagliati che con magheggi e tecnicismi avrebbe accollato all’azienda stessa. Stando ad altre fonti, si parla di appropriazione di capitali aziendali per uso esclusivamente personale.

Secondo i contabili Nissan, tutte le manovre sarebbero regolari. Meno convinti gli inquirenti, che per evitare ogni pericolo di fuga hanno deciso di estendere la detenzione preventiva di Ghosn fino a data da stabilirsi. 
Ci sembra un utile servizio ricordare ai lettori che in Giappone la detenzione per un periodo di 23 giorni, senza alcuna prova ed accusa formale, è del tutto legale. Anzi, proprio la carcerazione preventiva nella fase di ricerca delle prove attraverso indagini, è una prassi. Specialmente se la persona accusata ha la possibilità di salire tranquillamente su un volo e tornare nel proprio paese d’origine. 

Ora non ci resta che continuare a seguire la vicenda e cercare di capire se vi sono state delle irregolarità nell’operato del chairman, o se si tratta di una politica aziendale fraudolenta d’ampio raggio che coinvolge molti altri dirigenti giapponesi propensi a fare del capo azienda straniero un’ideale capro espiatorio.


Fonte:
BBC NEWS [1], [2]
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10 gen 2019

Nuovo programma spaziale congiunto Giappone India

Risvegliate bruscamente dal recente sbarco lunare cinese e dai sempre più cospicui investimenti in veicoli orbitali russi, Giappone e India si apprestano a siglare un accordo di collaborazione e interscambio tecnologico al fine di potenziare i propri programmi spaziali. 
Se è infatti vero che fino ad ora questi avevano caratteristiche prettamente orientate a scopi pacifici ed uso civile, ora appare necessario dalla mutata situazione, implementare nuove funzioni per applicazioni militari e belliche. 
La Cina, che ha più volte dimostrato di voler ampliare il proprio controllo sulla regione dell’Oceano Indiano, ha quindi spinto i due paesi asiatici a progettare una partnership per la creazione di satelliti di sorveglianza, proprio per controllare le attività del sempre più invadente vicino. 

Missile che lo scorso dicembre ha portato nello spazio un satellite militare indiano (Nikkei)
Va inoltre ricordato che, stando alle parole di ricercatori cinesi stessi, il continuo investimento di fondi per l’esplorazione lunare, spedizioni coloniali su Marte, e l’installazione di un più potente network satellitare, hanno per la Cina un chiaro scopo geopolitico e militare. 
In previsione di questo tipo di potenziale minaccia, il ministro della difesa giapponese Takeshi Iwaya ha ribadito che sviluppare un sistema satellitare per poter difendere la nazione da attacchi cyber, o da armi ad impulso elettromagnetico, è assolutamente urgente. Secondo le previsioni della U.S. Intelligence Community 
le armi anti veicoli spaziali russe e cinesi raggiungeranno la piena capacità operativa entro i prossimi anni”. 
Il problema secondo Yasuhito Fukushima, ricercatore presso l’Istituto per gli Studi sulla Difesa del Giappone risiede nel fatto che al momento 
ciò che rende il tutto difficile è che nello spazio la (tecnologia ndr.) offensiva è di gran lunga predominante rispetto a quella difensiva”. 
Per questo motivo India e Giappone potrebbero collaborare anche per la creazione di apposite stazioni terrestri atte al rilevamento di pericoli per i propri network satellitari. 
Secondo gli esperti, questa cooperazione nippo-indiana giocherà un ruolo fondamentale per controbilanciare le mire espansionistiche della Cina e garantire la sicurezza nelle regioni asiatiche nei prossimi decenni.

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1 gen 2019

Auto piomba sulla folla nella notte di Capodanno

Solo dieci minuti dopo la mezzanotte del 31 dicembre, un'auto è piombata sui passanti che transitavano su Takeshita Street, una strada nota per lo shopping vicina al santuario Meiji, dove in molti si stavano recando per la tradizionale preghiera di inizio anno. Alla guida del minivan, che è entrato nella strada a senso unico transitando per circa 140 metri, prima di schiantarsi contro un edificio, c'era il ventunenne Kazuhiro Kusakabe, arrestato dopo aver provato a fuggire. I feriti causati dallo schianto sono otto, uno dei quali, uno studente universitario di 19 anni, versa in gravi condizioni. Un altro uomo, rimasto lievemente ferito, è stato colpito da Kusakabe dopo che questo è uscito dall'auto.

Vigili del fuoco a Takeshita Street dopo l'incidente {Fonte: The Japan Times}
Durante l'interrogatorio il colpevole ha sostenuto di aver voluto compiere un "atto terroristico" in risposta a "un'esecuzione". In realtà non è ben chiaro se si riferisse a un'esecuzione in particolare o al sistema giapponese della pena di morte. L'auto utilizzata era stata noleggiata ad Ōsaka e, nelle intenzioni dell'attentatore, avrebbe dovuto uccidere le persone investite. Nell'auto è stato ritrovato un serbatoio contenente venti litri di kerosene che Kusakabe aveva preparato per poter dar fuoco all'auto dopo l'attentato.


Fonte:
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