9 feb 2015

Psycho-pass

Shinya Kogami e Akane Tnunemori
Titolo originale: Psycho-pass (サイコパス)
Genere: Seinen – Azione, Triller, Sci-fi
Anno di pubblicazione: 2012
Rete: Fuji TV
Episodi: 22 (concluso)
Durata: 24 min
Autore e sceneggiatore: Gen Urobuchi
Character design: Akira Amano
Disegni e animazione: Kyoji Asano
Musiche: Yuugo Kanno
Studio: Production I.G.

Titolo in Italia: Psycho-Pass
Anno di pubblicazione: 2013
Rete: Rai 4
Streaming: vvvvid.it (Ita) e  popcorntv.it(Sub Ita)
Edizione italiana: dvd & blu-ray a cura della Dynit

First opening: “Abnormalize” (Ling Tosite Sigure)
First ending: “Namae no nai Kaibutsu” (EGOIST)
Second opening: “Out of Control” (Nothing’s Carved in Stone)
Second ending: “All Alone With You” (EGOIST)

Al momento in Giappone, oltre alla prima serie completa dell’anime, sono usciti anche la seconda serie (Psycho-pass 2), completa e composta da 11 episodi, ed un film (Psycho-pass: the movie) uscito a Gennaio 2015, che completa l’arco narrativo della prima stagione, il cui finale era rimasto aperto.
Esiste anche una trasposizione dell’anime in manga: il titolo è "Kanshikan Trunemori Akane"
( 監視官 常守朱) realizzato da Hikaru Miyoshi e pubblicato in Giappone dalla Shueisha, ed ancora inedito in Italia.


Prima di iniziare, vorrei specificare che sconsiglio la visione di questo anime a chi è particolarmente sensibile. Ovviamente potete leggere con tranquillità questo post, ma l’anime, nonostrante non sia né horror né splatter, ha delle scene molto forti che, a mio avviso, non sono adatte a tutti.
Detto questo, si parte!


La copertina del secondo cd della colonna sonora
Ci troviamo in un futuro prossimo in cui la tecnologia è talmente avanzata che rende possibile determinare il Coefficiente di Criminalità di un individuo, ancor prima che commetta un qualunque tipo di reato, attraverso un sistema di scan della condizione mentale.
Quando lo Psycho-pass di una persona, mezzo attraverso cui viene valutato lo stato psicologico, si intorbidisce,  esistono due scenari possibili: il recupero, attraverso strutture e farmaci appositi, o l’eliminazione.
Di questo si occupa la sezione anticrimine del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, di cui Akane Tsunemori, la nostra giovane protagonista, è la nuovissima recluta. Nel ruolo di Ispettore, è sua responsabilità gestire e disporre degli Esecutori: persone il cui Psycho-pass ha oltrepassato il limite, ma cui è stato concesso di collaborare nella cattura ed esecuzione degli altri criminali latenti. Sono principalmente loro, insomma, che si sporcano le mani.
Per svolgere il loro lavoro, Ispettori ed Esecutori sono dotati di tale arma denominata Dominator che, scansionando lo Psycho-pass, determina se entrare in semplice modalità Paralyzer, che fa perdere i sensi al bersaglio, o la più drastica Lethal Eliminator, che ne provoca il decesso istantaneo. Ad essere giudicati dallo strumento, ovviamente, sono tutti coloro il cui coefficiente di criminalità è superiore alla norma…Esecutori compresi.
Durante il primo giorno di lavoro, Akane si troverà davanti ad un caso davvero problematico, che le aprirà gli occhi riguardo il sistema su cui si fonda l’intera società, chiamato Sibyl Sistem…che non è poi così perfetto.

L’intera storia ruota attorno al sistema Sibyl Sistem e al giudizio dello Psycho-pass, al loro funzionamento e alle conseguenze che comporta, sollevando numerosi interrogativi e dubbi a livello umano. Le condizioni mentali di un individuo sono sensibili allo stress e alle influenze esterne, e l’oscuramento della tonalità è contagioso. La consapevolezza che le uniche possibilità sono la morte e la reclusione, rende improbabile la possibilità di recuperare la sanità mentale.

Il gruppo al completo
A capo delle operazioni della prima unità della sezione anticrimine troviamo l’Ispettrice Akane Tsunemori (常守 朱), giovane giudiziosa e riflessiva che crede fermamente nella giustizia e il cui Psycho-pass è sempre limpido, e il suo supervisore, l’Ispettore Nobuchika Ginoza (宜野座 伸元), dedito al proprio lavoro, ma riservato e schivo, in perenne conflitto con la figura dell’Esecutore di cui disprezza l’ incapacità di mantenere il controllo su emozionalità ed istintività.
Loro sottoposti, nel ruolo di Esecutori, troviamo Shinya Kōgami (狡噛 慎也), giovane cupo e pragmatico, ossessionato dalla vendetta, ma allo stesso tempo capace di creare forti legami di complicità e fiducia reciproca con i propri colleghi; Tomomi Masaoka (征陸 智己), veterano del gruppo dalla personalità pacata e gentile, che aiuta la protagonista ad ambientarsi dandole molti consigli utili; Shūsei Kagari (縢 秀星) il più giovane e tra tutti il più allegro e vivace; Yayoi Kunizuka (六合塚 弥生), unico elemento femminile tra gli Esecutori, quieta ed accorta.
Inoltre, con il gruppo collabora il medico legale ed analista Shion Karanomori (唐之杜 志恩 ), donna sensuale e in apparenza frivola, che supporta la squadra lavorando da “dietro le quinte”.
Anche lei, come gli Esecutori, è una criminale latente.

Shogo Makishima
Per quanto riguarda gli antagonisti, invece, Shōgo Makishima (槙島 聖護), è il sovrano evidente. Nonostante, nel procedere della serie, ci siano numerose figure che mobilitano l’unità ad intervenire per porre rimedio a casi e situazioni dai risvolti drammatici, esse finiscono sempre per intrecciarsi con i suoi piani e ricollegarsi alla sua figura. È un personaggio molto carismatico ed intellettualmente brillante, il cui apparente scopo è quello di sondare e mettere a nudo il lati peggiori dell’animo umano.

Storia e sceneggiatura sono di Gen Urobuchi, il cui genio ha dato vita a opere di animazione quali Puella Magi Madoka Magica, oltre che a numerose visual novel (tra cui Saya no uta).
Come la maggior parte delle sue storie, le atmosfere sono cupe e deliziosamente noir con risvolti tragici e sorprendenti. La narrazione è gestita con notevole maestria e i numerosi colpi di scena sono costellati dalla nascita di dilemmi esistenziali.
Ho trovato i primi episodi piuttosto lenti, che solo in rari momenti lasciano intravedere un più grande disegno. Con senno di poi, mi sono resa conto conto che sono serviti a presentare i personaggi e il mondo in cui si muovono, introducendo gradualmente il tema principale.
Giunti a meno di metà serie, chi ha avuto pazienza sarà premiato: da qui in poi la storia seguirà un crescendo sempre più rapido e coinvolgente.

Akane alle prese con la propria Dominator
I personaggi sono ben caratterizzati e le loro personalità delineate.
In realtà, nonostante vengano fatti accenni al passato di quasi tutti i componenti della squadra, chi più chi meno, non è trattata l’evoluzione di nessuno dei co-protagonisti, se non in maniera abbozzata.
L’unica a cambiare, crescere ed evolversi è, per l’appunto, Akane. Ho apprezzato molto questa particolarità: concentrandosi su uno solo dei tanti percorsi possibili, lei da sola rappresenta quello che ognuno degli altri personaggi ha affrontato nella vita, portandoli a diventare ciò che sono in quel momento della storia. L’unica differenza è che il punto di vista, che chi guarda l’anime osserva, è quello dell’unico personaggio apparentemente incorruttibile: in questo modo ci  è concesso di scorgere ogni bivio a cui l’essere umano, sottoposto al sistema dello psycho-pass, può crollare e cedere.
Comunque, a parte la trama dai tratti maturi, l’anime è piacevole su molti altri fronti.

Il design dei personaggi è affidato a Akira Amano (conosciuta soprattutto per Katekyo Hitman Reborn!), il cui tratto e gusto, sempre piuttosto convincenti, si riconoscono in maniera abbastanza distinta, nonostante i bellissimi disegni finali per l’animazione siano stati realizzati poi da Kyoji Asano. I personaggi sono anche da questo punto di vista ben riusciti, nonostante io abbia provato un iniziale astio per gli enormi occhi della protagonista, che tanto stonano con il resto dell’ambientazione … ma non potete immaginare quanto, nel procedere con la visione, sarete grati a quelle enormi pozze limpide!
L’animazione è fluida, gradevole e le numerose scene d’azione ne “risentono”, di conseguenza, positivamente. Altra nota di merito sono le ambientazioni e i colori, spesso cupi , ma a tratti accesi, che si sposano perfettamente con l’emotività delle scene. Dal punto di vista grafico, insomma, nonostante la caduta di stile improvvisa ed isolata di alcuni frame dell’episodio 18, l’anime da il meglio di se.

Vista notturna della città

Doppiaggio e la colonna sonora originali, sono entrambi - e non ci sarebbe neppure bisogno di specificarlo - sublimi.
Comunque ... nonostante tutto, e nonostante il mio odio per il doppiaggio italiano di molti anime, questa volta non ce la siamo cavata poi così male. Voci, interpretazioni e perfino traduzioni, tutto sommato, funzionano. L’anime, quindi, trasmesso in italiano su Rai 4 e facilmente reperibile tramite i canali streaming ufficiali (segnalati all’inizio della recensione), è piuttosto gradevole anche nella nostra lingua: mi sento di consigliarlo a tutti quelli che, per pigrizia o difficoltà a seguire i dialoghi, preferiscono dare forfait ai sottotitoli.

L'unica cosa che non sono riuscita ad apprezzare del tutto è una parte della soluzione finale della serie: un po troppo fantasiosa ed azzardata per certi versi (oltre ad un lieve utilizzo della computer grafica, che io personalmente non gradisco inserita in contesto misto), che ha azzardato troppo poco per altri. Quest’ultima è una considerazione personale che quindi può non essere condivisa, ma che comunque non ne preclude la visione che anzi, consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere.

D’altronde, Psycho-pass resta, al momento, una delle mie serie preferite!


3 commenti:

  1. Anime che consiglio caldamente di recuperare per chi apprezza il genere poliziesco, mistery con qualche scena splatter, ma per nulla eccessiva. Il punto forte di Psycho Pass è che ti coinvolge parecchio nel voler andare a fondo a scoprire la verità nascosta sul Sybil System e inoltre ti fa pensare che se esistesse realmente una società del genere, come ti comporteresti? A me sinceramente darebbe fastidio che un "qualcos'altro" decidesse al mio posto che cosa potrei o non potrei fare.
    (... altra cosa... Si vede chiaramente che il character design sia di Akira Amano ahah per una fan come me di Katekyo Hitman Reborn fa un po' sorridere perchè sembrano i figli dei personaggi di reborn ahahah comunque...)

    Recensione molto ben curata ^^ Complimententi a Hika.

    WC?

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    1. Grazie!
      Io mi lascio coinvolgere facilmente dalle serie, per cui Psycho-pass mi ha assorbita irrimediabilmente mentre guardavo gli episodi.
      Comunque è vero: i personaggi, specialmente se si guardano gli schizzi preparatori che ne determinano il design e che sono proprio suoi, sembrano assolutamente usciti da KHR!

      Fufu...così mi fai venire voglia di recensire anche la seconda serie!
      Al momento fremo aspettando il Film sottotitolato... >__<

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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