20 mar 2015

L'equinozio di primavera

Un giorno tra il 20 o il 21 marzo, a seconda che sia o meno l'anno bisestile, in Giappone si festeggia lo Shunbun no hi 春分の日, il giorno più importante di tutta una settimana dedicata all'arrivo della primavera. Questo termine indica l'equinozio di primavera e la settimana che lo racchiude prende il nome di Haru no higan 春 の彼岸, letteralmente "settimana dell'equinozio di primavera". Si tratta di una delle festività più importanti all'interno della cultura giapponese, insieme alle corrispettive giornate autunnali del 21-23 settembre dello Shūbun no hi 秋分の日 ("equinozio autunnale")  e della settimana che le comprende, la Aki no Higan 秋の彼岸 ("settimana dell'equinozio autunnale").

Ciliegi in fiore ad Arashiyama (Photo by Jpellgen)

Nella cultura giapponese più tradizionale, quella legata allo Shintō, la natura è sempre stata il fulcro di ogni cosa, il perno attorno alla quale ruotava la comunità giapponese del passato. Il ciclo delle stagioni era osservato con estrema cura, in particolare quando capitavano momenti particolari come gli equinozi, gli unici due giorni dell'anno in cui la durata delle ore di luce e quella delle ore di buio è la stessa. Questi momenti sono considerati una fase di passaggio tra una stagione all'altra, e pertanto vengono celebrati: mentre in primavera si ammira la fioritura dei ciliegi durante l'Hanami 花 見 ("osservare i fiori di ciliegio") e si osservano la rinascita di natura e interiorità, in autunno si attende la caduta delle foglie d'acero, che tingono interi quartieri di rosso e regalano splendidi scenari durante il Momijigari 紅葉狩り ("osservare le foglie autunnali").

Cimitero Giapponese (Photo by Janne Moren)

Tornando allo Haru no higan, il suo significato di "passaggio" è sottolineato dalla parola higan 彼岸 che può essere tradotta come "altra sponda". Questo cambiamento non si riferisce solo alle stagioni, ma è legato anche a una trasformazione più profonda e individuale: il risveglio dall'ignoranza e il raggiungimento dell'illuminazione. Ecco quindi i giorni degli equinozi sono il miglior momento per effettuare dei cambiamenti nella propria vita e mantenere i buoni propositi. Questa connotazione è legata al buddhismo, così come la stessa parola higan, che si rifa alla tradizione buddista secondo cui un fiume divide il mondo dei vivi da quello dei morti: solo attraversando questo fiume, pieno di illusioni, passioni e dolore, si può raggiungere il Nirvana.

L'aspetto spirituale è quindi molto importante e il culto dei morti è protagonista di questa festività. Per tale motivo la maggior parte dei giapponesi ha diritto, in questa settimana, ad almeno un giorno di riposo per celebrare la ricorrenza e rispettare i propri doveri nei confronti degli antenati. Molti templi buddisti effettuano funzioni religiose e cerimonie specifiche dedicate ai fedeli e alle anime dei loro defunti, mentre le famiglie si recano al cimitero per far visita ai cari che non ci sono più e pregare, per consolarli e chiedere loro protezione. Questo crea un vero e proprio rito dedicato alle sepolture: le tombe vengono ripulite da sporcizia ed erbacce, purificate con l'acqua e adornate con fiori freschi e incensi profumati, oltre che da omaggi culinari e bevande. L'origine di questo evento è sconosciuta, ma si fa risalire al VII secolo ed è probabilmente legata ad un momento dedicato alle preghiere per l'abbondanza dei raccolti. Solo dal 1948 è diventata festa nazionale.

Botamochi (Photo by Kuromeri)

Dolci tipici di questo periodo, che vengono offerti presso le tombe ma anche mangiati a casa con parenti e amici, sono i Botamochi ぼたもち, sostituiti in autunno dai quasi indentici ohagi おはぎ. Sono a base di pasta di riso cotta e ricoperta da kinako 黄粉, farina di soia tostata, o da un impasto di azuki 小 豆, la marmellata di fagioli rossi. Il loro aspetto arrotondato, come quello di molti altri dessert tipici del sol levante, è legato alla credenza che questa sia una forma molto gradita agli spiriti, mentre il rosso della marmellata proteggerebbe dalle entità maligne.



Fonti:
- Impararegiapponese (Ita)
- Nihonsun (Eng)
- Wikipedia (Eng) 1, 2 

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