31 lug 2015

Hiragana: i suoni contratti



Bentrovati! (✯◡✯)
Se fino ad ora siete stati con noi assiduamente durante lo studio dell'hiragana, alla fine di questo articolo sarete in grado di leggere tutte le sillabe che lo compongono senza troppe difficoltà! Con la pillola di oggi vedremo, infatti, l'ultimo gruppo di segni che fanno parte di questo sillabario: si tratta dei suoni contratti, così definiti poichè nati dalla "fusione" di due sillabe. Nello specifico, si tratta di suoni puri o semipuri che terminano con la vocale "i" modificati dal gruppo YA-YU-YO, usato in maniera particolare rispetto al solito sia graficamente che a livello di suono (foneticamente).Se siete confusi non vi preoccupate, è normale. Procediamo passo passo iniziando dall'osservazione della seguente immagine.



Se avete memorizzato i suoni puri e semipuri dell'hiragana che abbiamo visto nelle precedenti lezioni, non farete di certo fatica a riconoscere nell'immagine le due familiari sillabe KI e YA. La "stranezza" che salta subito all'occhio è l'evidente differenza in dimensioni tra le due sillabe: YA è piccola, posta in basso a destra rispetto a KI. Ma come, non avevamo detto che all'interno di un testo sillabe e kanji occupano lo stesso spazio? (◎ ◎)ゞ Si, ma con le dovute eccezioni! Quando le sillabe YA/YU/YO all'interno di una parola sono scritte in piccolo, vuol dire che sono attaccate alla sillaba che le precede, e che insieme ad essa formano un suono contratto. Non siamo, quindi, di fronte a due sillabe separate, bensì di fronte a una sillaba unica: la sillaba KYA, in questo caso.
Come si arriva da KI e YA a KYA? È presto detto: la "i" di KI cade (ossia, non viene letta) lasciando solamente il suono "K-"; ad esso va aggiunto quello che viene subito dopo, ossia "YA". KYA è il risultato di questa contrazione, e la sua lettura è simile all'italiano "chia" in "chiavi".
Questo succede in tutte le sillabe pure e semipure che finiscono con la vocale "i": KI, SHI, CHI, JI, ecc..

Ricapitolando: le sillabe contratte nascono dall'incontro tra una sillaba pura o semipura che termina in "-i" e le sillabe YA/YU/YO, poste in basso a destra e in dimensioni minori. Il suono che nasce è un suono unico, formato dalla consonante della prima sillaba + un suono ya/yu/yo.
ATTENZIONE a non confondere un suono contratto con due semplici sillabe consecutive! Le dimensioni sono fondamentali per distinguere i due suoni! Si prenda come riferimento la seguente immagine, in cui mettiamo a confronto una sillaba contratta con due sillabe distinte.


Dopo questa doverosa introduzione vediamo come scrivere e leggere ciascuna delle sillabe contratte dell'alfabeto hiragana!


LEGENDA:
- freccia rossa: indica in che direzione tracciare il tratto;
- puntino verde: indica il punto da cui iniziare a tracciare. Sono tanti quanti i tratti necessari a scrivere una sillaba;
- fascia azzurra: indica la sillaba che dobbiamo realizzare;
- tratto in trasparenza: linea guida per capire come tracciare.
Ricordiamo inoltre che:
- nella pronuncia le vocali giapponesi tendono ad essere chiuse
- le sillabe contratte vanno pronunciate come un suono unico, non come due sillabe separate
- l'ordine dei tratti segue le regole già viste in precedenza



GRUPPO KYA-KYU-KYO: 

PRONUNCIA: Come già detto, si faccia attenzione a non pronunciare le sillabe come separate: non è ki-ya, ki-yu, ki-yo, ma kya, kyu e kyo, in cui la "y" è pronunciata come alla nostra "i". Le parole chiave, chiudere, occhio sono quelle che più si avvicinano alla pronuncia corretta.


GRUPPO GYA-GYU-GYO:

PRONUNCIA: Alcune parole italiane che si avvicinano a queste sillabe sono ghianda, ringhio, unghiuto. Attenzione al dakuten, il segno grafico che serve a "indurire" la consonante: se lo dimenticate, finirete per scrivere KYA anzichè GYA! Il dakuten fa parte della prima sillaba, quindi va scritto prima della contrazione finale.


GRUPPO SHA-SHU-SHO:

PRONUNCIA: Le parole italiane che possono contenere suoni simili a questo gruppo sono sciame, asciugamano, coscio. Attenzione a non porre troppa enfasi sulla "i": si deve sentire appena!


GRUPPO JA-JU-JO:


PRONUNCIA: come abbiamo già visto, quando aggiungiamo il segno nigori alla sillaba SHI, il suono che risulta è simile alla "g dolce" italiana, pronunciata a denti stretti. Parole della nostra lingua che contentono suoni simili a questi sono giacca, giusto, orologio; l'unico accorgimento da avere è quello di non porre troppa enfasi nel pronunciare la "i".


GRUPPO CHA-CHU-CHO:

PRONUNCIA: Come già visto per il suono CHI, la "c" giapponese è dolce. Nelle sillabe contratte questa caratteristia si mantiene, e si generano suoni simili a quelli che troviamo in cianuro, ciuffo, arancio. Anche qui, attenzione a non marcare troppo la pronuncia della "i".


GRUPPO NYA-NYU-NYO:

PRONUNCIA: Non è semplice spiegare a parole la pronuncia di questo gruppo. Potremmo dire che è simile ai nostri "gna-gnu-gno" resi in maniera molto lieve, ma non sarebbe comunque una spiegazione sufficiente, nè esistono in italiano parole abbastanza vicine a tali sillabe. Per provare a definire il suono, pensiamo alla parola inglese "news": si legge "niùs", con la "i" che si sente appena. Il suono di questo gruppo sarebbe simile alla lettura di "news", articolata in: "nià", "niù", "niò".


GRUPPO HYA-HYU-HYO:

PRONUNCIA: Anche per questo gruppo non possiamo usare la sola lingua italiana come metodo di paragone, poichè in quest'ultima il suono "h" non si sente, mentre in giapponese è aspirato. Possiamo, tuttavia, provare a ricostruire qualcosa che si avvicini all'originale riprendendo le parole d'esempio per il gruppo YA-YU-YO, ossia: ghiaia, aiuto, yogurt. Ebbene, provando a inserire un'aspirazione prima dei suoni ià, iù e iò, dovremmo ottenere qualcosa di simile alla pronuncia corretta di tale gruppo.


GRUPPO BYA-BYU-BYO:

PRONUNCIA: Fortunatamente con questo gruppo le cose si semplificano, perchè come abbiamo già visto, il suono "b" giapponese è molto simile a quello italiano. Esempi di parole italiane che contengano suoni simili a BYA-BYU-BYO sono: biancheria, abiura, scambio.


GRUPPO PYA-PYU-PYO:

PRONUNCIA: Similmente al gruppo precedente, il suono "p" giapponese non presenta particolari differenze dall'italiano. Parole a noi familiari che possano aiutarci a comprendere i suoi di tale gruppo sono: piacere, piuma, scoppio.


GRUPPO MYA-MYU-MYO:

PRONUNCIA: Tenendo a mente che la "i" non va marcata molto quando pronunciamo questo gruppo, alcune parole italiane che possono mostrarne la pronuncia sono: infamia, encomio, premiuccio.


GRUPPO RYA-RYU-RYO:

PRONUNCIA: Ricordiamo che la "r" giapponese ha una pronuncia molto diversa dalla nostra, a metà tra una r inglese e una l (riguardate la lezione sulle sillabe pure per maggiore definizione), e teniamo a mente che in questo gruppo la "i" non va pronunciata con troppa enfasi. Detto ciò, alcune parole che possono avvicinarsi alla pronuncia di questo gruppo sono: riagganciare, fuoriuscita, serio.


Rispetto alle lezioni precedenti, questa sembra molto più corposa, ma in realtà una volta compreso il meccanismo non sono poi tante le sillabe da memorizzare.
Approfittando del periodo di vacanza, ci siamo presi la libertà di racchiudere in questo post le ultime sillabe, riservando per i primi di settembre la prossima pillola di giapponese, che conclude definitivamente il discorso sullo hiragana! ★

Questa volta, oltre al file per facilitare l'apprendimento della scrittura delle ultime sillabe, vi lasciamo con un piccolo "angolo degli esercizi", per mettere a frutto quanto visto finora.
A voi tutti, buone vacanze!


ESERCIZI:
Foglio di allenamento per i suoni contratti (download)

 ★ Leggere i seguenti termini in hiragana e trascriverli in caratteri romani:
あおい かたな さしみ さむらい やまと
てんぐ りんご ぶんがく にごり じだい
きょねん りょかん しゃしん ゆびんきょく きんかくじ

★ Scrivere le seguenti parole in hiragana e successivamente leggerle:
kamen aki sakana sushi mikoto
kaban dakuten desu megane fujisan
kyoku shaberu chawan hyaku chanoyu


Le immagini delle trascrizioni sono state realizzate usando i file di proprietà di M4RC0, nel rispetto dei termini di licenza da lui stesso stabiliti.
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