18 set 2015

Katakana: la teoria

Benritrovati! Nella scorsa lezione abbiamo concluso il capitolo Hiragana, oggi invece passeremo a introdurre il secondo sillabario, ovvero il Katakana 片仮名.

ORIGINI DEL KATAKANA
La nascita del katakana (lett. “carattere formato da una parte”) si deve all'opera dei monaci buddhisti e dei letterati all'inizio del periodo Heian (794-1185). A differenza dello hiragana, che si è originato da una progressiva semplificazione e stilizzazione dei kanji, il katakana è stato creato scegliendo una specifica parte di ideogramma cui poi è stato attribuito un valore fonetico (ossia un suono) preciso. Ciò ne spiega la spigolosità rispetto al più morbido e calligrafico hiragana. Ma per quale motivo venne ideato questo sillabario?

Nella tabella sono evidenziate in rosso le parti di kanji che sono state utilizzate per creare i katakana moderni.
Fonte: Wikipedia

A partire dal periodo Nara (710-794) i testi scritti che circolavano in Giappone nelle fasce più colte della popolazione, le uniche ad aver accesso alla parola scritta, erano tutti in cinese (kanbun 漢文). Perciò per poterli leggere era necessaria la conoscenza della lingua, riservata solo agli uomini del clero o dell'apparato amministrativo e burocratico dell'Impero. Per semplificarsi la vita, col tempo gli studiosi idearono degli stili letterari (buntai 文体) che, pur avvalendosi dei kanji, contenevano anche elementi propri della lingua giapponese: un ordine della frase diverso (non più Soggetto-Verbo-Oggetto, com'è il cinese, ma Soggetto-Oggetto-Verbo, quale è il giapponese), la lettura kun (ossia lettura giapponese dei kanji, anziché lettura on, cinese), l'uso degli ideogrammi non più per il loro significato ma per la loro pronuncia, e così via. Questi stili “ibridi” furono il frutto di sperimentazioni volte a rendere più accessibili e maggiormente fruibili i testi in kanbun e a consentire di scrivere in una lingua vicina a quella parlata. Il primo di questi stili ibridi è detto hentai kanbun 変体漢文 (lett. “testi cinesi alterati”), caratterizzato dall'uso di kunten 訓点, simboli particolari che, posti accanto agli ideogrammi, indicavano come dovevano leggersi e con che ordine. In periodo Nara questi kunten erano pochi e non permettevano di riconoscere quegli elementi della lingua giapponese assenti dal cinese, ossia le flessioni e le agglutinazioni. Venne ideato allora un sistema grazie al quale poter inserire tutti quegli elementi funzionali della lingua giapponese, ed esso fu proprio il sillabario katakana. Il nuovo stile letterario che nacque venne chiamato kanbun kundoku 漢文訓読, ossia “testi in cinese letti alla giapponese”.
Il motivo per cui fu utilizzato proprio il katakana e non lo hiragana (che nacque durante lo stesso periodo storico) è presto detto: il katakana è molto semplice e veloce da scrivere, adatto ad essere utilizzato in quei testi dove non c'è una ricerca estetica ma si predilige la funzionalità, come i testi buddhisti, legislativi, storici o medici. Nacque quindi una serie di testi con la compresenza di kanji e katakana:
• testi prevalentemente in kanji con aggiunte di katakana (katakana majiri kanjibun 片仮名混じり漢字文, ossia “testi in kanji con mescolati dei katakana”);
• testi in katakana con la presenza di qualche kanji (kanji magiri katakana bun 漢字混じり片仮名文, ossia “testi in katakana con mescolati dei kanji”);
• testi con uguale peso di katakana e kanji (kanji katakana majiri bun 漢字片仮名混じり文, ossia “testi con kanji e katakana mescolati insieme”).
Quest'ultimo stile sarà il precursore del giapponese moderno.

Anche del katakana, come per lo hiragana, all'inizio esistevano più varianti grafiche abbinate ad uno stesso suono, ma già a partire dal X secolo il numero di segni viene ridotto e standardizzato nei 46 segni tutt'ora utilizzati nella lingua moderna. Questa selezione fu molto rapida poiché i testi in cui il katakana era necessario esigevano regole chiare e precise su come attuare il kundoku (la lettura kun) dei testi cinesi.
Inizialmente inoltre il katakana veniva segnato in piccolo vicino al kanji, e poteva ricoprire due funzioni principali:
• integrare un kanji con le flessioni e agglutinazioni richieste dalla frase (e con tale funzione era detto okurigana 送り仮名);
• indicare la lettura di un kanji (e con tale funzione era detto furigana 振り仮名).

Quindi anticamente era proprio il katakana a ricoprire quelle funzioni grammaticali che oggi invece sono svolte dallo hiragana!

Il kanbun kundoku venne praticato e rimase inalterato per secoli, fino al periodo Edo (1600-1868). E quando il Giappone entrò in contatto con i Paesi stranieri, venne utilizzato ampiamente il katakana per poter rendere le lingue straniere, e da ciò si deve l'origine del suo uso moderno per trascrivere le parole non giapponesi.


IL KATAKANA NEL GIAPPONESE MODERNO
Al giorno d'oggi il katakana viene utilizzato nei testi giapponesi principalmente in 3 modi:
• per trascrivere le parole di origine straniera, con una pronuncia il più possibile simile alla pronuncia originale dei termini. Con quest'uso il katakana non si avvale solamente dei 46 segni puri, 25 segni impuri/semipuri e 36 segni contratti, ma utilizza anche ulteriori segni di recente introduzione grazie a cui rendere quei suoni tipici delle lingue straniere che il giapponese non possiede;
• per rappresentare le parole onomatopeiche (ad es. ワンワン,“wan wan”, per indicare il verso del cane), e con quest'uso è facilmente riscontrabile nei manga;
• per evidenziare all'interno di un testo un determinato termine considerato importante, anche giapponese. Infatti nelle frasi il suo aspetto squadrato “spicca” maggiormente rispetto ai kanji o allo hiragana. In questa veste è spesso riscontrabile all'interno di pubblicità, o nella trascrizione dei nomi di ditte giapponesi.


Di seguito ecco le tabelle riassuntive con i vari segni katakana:


KATAKANA - SUONI PURI
A I U E O
KA KI KU KE KO
SA SHI SU SE SO
TA CHI TSU TE TO
NA NI NU NE NO
HA HI FU HE HO
MA MI MU ME MO
RA RI RU RE RO
YA YU YO
WA O
N


KATAKANA - SUONI SEMIPURI/IMPURI
GA GI GU GE GO
ZA JI ZU ZE ZO
DA JI ZU DE DO
BA BI BU BE BO
PA PI PU PE PO


KATAKANA - SUONI CONTRATTI
KYA KYU KYO キャ キュ キョ
GYA GYU GYO ギャ ギュ ギョ
SHA SHU SHO シャ シュ ショ
JA JU JO ジャ ジュ ジョ
CHA CHU CHO チャ チュ チョ
JA JU JO ヂャ ヂュ ヂョ
NYA NYU NYO ニャ ニュ ニョ
HYA HYU HYO ヒャ ヒョ ヒョ
BYA BYU BYO ビャ ビョ ビョ
PYA PYU PYO ピャ ピュ ピョ
MYA MYU MYO ミャ ミュ ミョ
RYA RYU RYO リャ リュ リョ


KATAKANA – NUOVE SILLABE PER I SUONI OCCIDENTALI
VA VI VU VE VO ヴァ ヴィ ヴェ ヴォ
VYA VYU VYO ヴャ ヴュ ヴョ
KWA KWI KWE KWO クァ クィ クェ クォ
GWA GWI GWE GWO グァ グィ グェ グォ
SI スィ
ZI ズィ
SHE シェ
TI TU ティ トゥ
TSA TSI TSE TSO ツァ ツィ ツェ ツォ
TYU テュ
DI DU ディ ドゥ
DYU デュ
JE ジェ
CHE チェ
FA FI FE FO ファ フィ フェ フォ
FYU フュ
YE イェ
WI WE WO ウィ ウェ ウォ

Per questa lezione è tutto! Nelle prossime impareremo nel dettaglio come si scrivono i singoli segni del katakana. Stay tuned! 

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