4 dic 2015

Enoshima e la leggenda del dragone pentito

Molto tempo fa sul fondo di un lago di un villaggio non lontano dall'attuale Kamakura viveva uno spaventoso drago dalle cinque teste che si divertiva a terrorizzare la popolazione esigendo come sacrificio i figli degli abitanti del luogo.
Dopo mille anni di tribolazioni, il 31 maggio del 552 d.C., Benzaiten, dea shintoista della fortuna, della salute, della musica e della conoscenza, finalmente accortasi delle loro sofferenze, venne in loro soccorso e fece emergere dal fondo del mare una splendida isola che divenne sua dimora e base di attacco per contrastare il drago.
Il drago, non appena la vide, si innamorò di Benzaiten che, dopo averlo rifiutato, lo convinse a lasciare in pace gli abitanti del villaggio. Schiacciato dal senso di colpa per la sue cattive azioni e dal rifiuto della dea il drago si suicidò e venne assorbito dall'isola, diventando una collina che ancora oggi è chiamata tatsu no kuchi yama 龍の口山, ovvero "la bocca della collina del drago".

Enoshima
Isola di Enoshima
La suggestiva isola di cui parla la leggenda è Enoshima 江ノ島: solo 4 km di perimetro, ma tantissimo da offrire alla curiosità di ogni visitatore. Enoshima si trova nella prefettura di Kanagawa, nella baia di Sagami, appartiene a livello amministrativo alla città  di Fujisawa ed è collegata con il quartiere Katase della città tramite un ponte lungo 600 metri.
Un breve viaggio da Kamakura sui treni della linea Enoden fino alla stazione di Katase-Enoshima (片瀬江ノ島) ci porta fino al ponte che collega l'isola con la terra ferma.
Qui comincia la passeggiata sulla strada centrale: un fila di banchetti che vendono cibo da strada per lo più a base di pesce, e subito si respira un'atmosfera festiva molto rilassante, tipica dei paesini di mare giapponesi. Tra gli snack più popolari il tako-senbei (cracker di polpo) è sicuramente da non perdere. Viene preparato al momento su di una pressa dove all'impasto base viene incorporato un polpo intero! Detto così suona un po' strano, ma la consistenza croccante e il sapore del polpo si sposano alla perfezione e il risultato è molto piacevole per il palato.

Tempio
Verso il tempio

La strada prosegue in un sussegguirsi di ristorantini dall'aspetto invitante e negozi di dolci e souvenir, e ci conduce fino in cima alla collina dove sorge un complesso di tre templi shintoisti dedicati alla dea Benzaiten, comunemente noto come Enoshima Jinja (江ノ島神社) . Ancora oggi, a ricordo della leggenda della sua fondazione, sull'isola ci sono varie statue raffiguranti il mitico dragone, una delle quali vicino al laghetto di uno dei tre templi.

Il giro prosegue con la visita al giardino botanico voluto dal mercante inglese Samuel Cocking nel 1880. Il parco, che attira ogni anno mezzo milione di visitatori, è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 (in inverno fino alle17:00; in estate fino alle 20:00), l'ingresso è consentito fino a mezz'ora prima della chiusura. Il biglietto d'ingresso di 500 yen comprende l'accesso al giardino e alla torre d'osservazione alta 60 m. La torre, simbolo di Enoshima, funge anche da faro ed è per questo anche soprannominata "Seacandle", candela del mare.

Dragone
Il dragone della leggenda

Il ponte di osservazione offre una vista panoramica a 360° splendida, specie al tramonto, quando nei giorni con buona visibilità si può ammirare il monte Fuji.
Se si è particolarmente fortunati è possibile osservare il cosiddetto fenomeno dell' aka-fuji (赤富士, Fuji rosso), tante volte immortalato dal pittore Hokusai nei suoi famosi ukiyo-e.
Nei giorni in cui il cielo è limpidissimo (meglio dall'estate all'autunno) la luce del tramonto tinge il Fuji di rosso dando vita ad uno spettacolo di rara bellezza.

Ancora una piccola curiosità su quest'isoletta ricca di soprese: Enoshima fu il porto delle olimpiadi del 1964 e di nuovo lo sarà in occasione delle olimpiadi di Tokyo del 2020.

Vista del Fujisan
Monte Fuji visto dalla spiaggia di Enoshima

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