15 dic 2015

Il kanji dell'anno 2015 è...

Lo scorso 12 dicembre era il Kanji no Hi 漢字の日, ovvero il Giorno degli Ideogrammi: una giornata speciale dedicata a questo sistema di scrittura, il cui scopo è incoraggiarne l'interesse e lo studio. Senza conoscere gli ideogrammi, infatti, è praticamente impossibile riuscire a cogliere e capire la profondità e la complessità della lingua giapponese, e neppure la sua storia e cultura, che ad essi sono strettamente legati. La sua celebrazione è stata istituita dall'Associazione Giapponese per il Test di Abilità dei Kanji (Nihon kanji nōryoku kentei kyōkai 日本漢字能力検定協会) nel 1995, e quest'anno cadeva quindi il ventennale.

Ma non solo, in quello stesso anno, e su iniziativa della medesima organizzazione, è nata anche la campagna Kotoshi no kanji 今年の漢字, ovvero il Kanji di Quest'Anno.
Come funziona?
Semplice: attraverso una votazione popolare viene scelto l'ideogramma che più di tutti è considerato rappresentativo dell'anno in procinto di concludersi. E ogni 12 dicembre di norma il vincitore, dunque l'ideogramma che ha ricevuto il maggior numero di voti, viene rivelato ufficialmente con una cerimonia al Tempio Kiyomizu 清水寺 di Kyōto 京都, durante la quale l'abate-capo Mori Seihan 森清範 lo traccia in stile calligrafico su un enorme foglio di carta washi 和紙.
Dopodiché fino alla fine del mese, verrà aperto al pubblico l'edificio principale del tempio e potranno essere fatte offerte a Senju Kannon 千手観音 ("Kannon dalle mille mani"), il bodhisattva che viene qui venerato.

E ora, dopo questo piccolo preambolo, finalmente è giunto il momento di scoprirlo! Per l'anno 2015 l'ideogramma vincitore (la cui pubblicazione quest'anno è stata posticipat al giorno 15) è:

L'abate-capo trascrive il kanji {Credits: japantimes.co.jp}


(an), "sicurezza"; al secondo e al terzo posto si sono classificati rispettivamente 爆 (baku, "esplosione") e 戦 (sen, "guerra").
Il concetto espresso da 安 probabilmente fa riferimento all'introduzione della "Difesa Collettiva" che il primo ministro giapponese Shinzō Abe (安倍 晋三) ha promosso quest'estate, approvando l'intervento all'estero delle forze militari giapponesi e rafforzando l'alleanza militare con gli Stati Uniti. Un ulteriore riferimento potrebbe essere rivolto ai più recenti fatti di cronaca internazionale legati al terrorismo.


Ma perché si è scelto proprio il 12 dicembre per queste due ricorrenze?
La risposta è nascosta in un gioco di parole: infatti la data 12/12 in giapponese, oltre alla sua pronuncia normale, si può leggere anche "ii" (1) "ji" (2) "ichi" (1) "ji" (2), andando a formare la frase 「いい字一字」, ovvero "una parola positiva".
Di per sé questa formula non ha un grande significato, ma se posta in relazione all'importanza di questa giornata, la si può interpretare come l'augurio che le persone riescano a ricordare, alla fine di ogni anno, almeno una parola dal significato buono o propizio ad esso legata, o che riescano a trovare almeno una parola fausta per definirlo e descriverlo. E si può dire che sia questo lo scopo della campagna Kotoshi no Kanji, anche se, osservando quali sono stati gli ideogrammi vincitori dal 1995 a oggi, hanno fatto capolino anche parole dal significato più pessimista o negativo.

E voi? Se doveste definire il "vostro" 2015 con un ideogramma, quale utilizzereste? O, se non un ideogramma, quale parola meglio rappresenterebbe la vostra vita nei passati 265 giorni?




Fonti:
- Wikipedia jap: 1, 2
- Wikipedia en: 1,

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