15 gen 2016

Desu: la copula giapponese



こんにちはみんなさん, e benvenuti nella prima pillola di giapponese di quest'anno! ★
Durante le scorse lezioni abbiamo analizzato con attenzione i due basilari sistema di scrittura giapponese: hiragana e katakana. Da oggi in poi aggiungeremo un pizzico di divertimento in più, perchè cominceremo a muovere i primi passi all'interno della grammatica di questa lingua.
Una prima infarinatura l'abbiamo già data nell'introduzione al corso, accennando alcune caratteristiche importanti del giapponese; tenetele a mente, perchè esse saranno ricorrenti durante le spiegazioni.
In ogni caso, senza ulteriori indugi, addentriamoci nell'argomento di oggi!


です (DESU) COME COPULA
Avete presente il predicato nominale della lingua italiana? Quello composto da copula (verbo essere) e parte nominale (nome o aggettivo)? Se partiamo da questo concetto sarà molto più facile spiegare in questa lezione il significato di です, e il modo in cui questo termine viene utilizzato nella lingua giapponese. Questa parola, infatti, può essere considerata simile al nostro verbo "essere" in funzione di copula, perchè viene utilizzata in maniera analoga: esprime, cioè, una "equivalenza" tra due elementi. です da solo non ha significato, deve per forza appoggiarsi a qualcos'altro. Un'altra sua funzione è quella di elevare il registro linguistico allo stile cortese (丁寧語, teineigo); come dice la definizione stessa, si tratta di un modo di esprimersi più formale, adatto quindi a tutte le situazioni. Questo stile è il primo che si insegna, solitamente, nella lingua giapponese.
La "u" di です normalmente non si legge: è "des", non "desu". Nonostante la sua natura particolare, questo termine possiede le sue coniugazioni come qualsiasi altro verbo giapponese.
Cominciamo a dare uno sguardo al suo utilizzo nella frase affermativa.
Esempio:
わたしはマリアです
Watashi wa Maria desu.
Io sono Maria.

In questo esempio di frase affermativa です definisce il soggetto, indicandoci che si tratta di Maria.
Come già accennato nell'introduzione, la frase giapponese ha una struttura diversa da quella italiana: il verbo (qui copula) è posto alla fine, dopo la parte nominale (Maria). わたし (watashi, "io") invece è il soggetto e tema della frase, ed è seguito dalla particella は (wa) che lo indica come tale (in futuro chiariremo meglio la differenza tra tema e soggetto, per ora non soffermiamoci su di essa).

ATTENZIONE: qui leggere (che di norma sarebbe "ha") come "wa" non è un errore! In questo, e in altri casi che non mancheremo di segnalare, alcune particelle con funzione grammaticale si pronunciano in maniera differente rispetto alla loro reale lettura.



です nelle frasi interrogative
La struttura della frase interrogativa con です non è molto diversa da quella affermativa. L'ordine è praticamente lo stesso: soggetto, parte nominale e copula. C'è un unico elemento aggiuntivo: la particella interrogativa (ka), che si inserisce subito dopo です, sempre alla fine della frase interrogativa, in questo modo:
Esempio:
あなたはマリアさんですか
Anata wa Maria-san desuka?
Tu sei Maria?

あなた (anata, "tu") è il soggetto, mentre マリアさん (Maria-san) è la parte nominale che si riferisce ad esso. "San" è un suffisso onorifico che è bene utilizzare quando ci si rivolge a qualcuno con cui non si ha molta confidenza. Alla fine della frase notiamo ですか: か non ha una propria traduzione in italiano, serve unicamente a dare la sfumatura interrogativa alla frase; diciamo che sostituisce il nostro punto interrogativo, che nel giapponese tradizionale non esiste.
Non dimentichiamo, infine, la pronuncia: la "u" non si legge, pertanto ですか si legge "des'ka".



です nelle frasi negative
Nella frase negariva です esprime, ovviamente, qualcosa che "non è". Anche stavolta la struttura della frase resta invariata, e l'unica cosa che cambia è です, che si trasforma come segue:
Esempio:
わたしはマリアではありません
Watashi wa Maria dewa arimasen.
Io non sono Maria.

ではありません (dewa arimasen) è la forma negativa di です, e qui la traduciamo semplicemente con "non è". Facciamo caso a は, che anche qui si legge "wa". Una sua versione più colloquiale, utilizzata nel parlato, è じゃありません (ja arimasen); il suo signficato è lo stesso:

Esempio:
わたしはマリアじゃありません
Watashi wa Maria ja arimasen.
Io non sono Maria.


E se volessimo esprimere una frase che è sia interrogativa che negativa?
Ripensiamo a quanto visto finora, considerando che:
- か (ka) si usa per rendere la frase interrogativa, e va posto sempre alla fine
- です nella frase negativa diventa ではありません

Il risultato sarà il seguente:
Esempio:
あなたはマリアさんではありませんか
Anata wa Maria-san dewa arimasen ka?
Tu non sei Maria?


Non è così complicato, vero?
Dato che non vogliamo mettere da subito troppa carne sul fuoco, per oggi è tutto!
Vi lasciamo un piccolo testo per esercitarvi, e rimandiamo l'appuntamento a fine mese~


★ Esercizio: leggere il seguente dialogo ad alta voce, trascrivere il testo in caratteri romani e infine tradurre. Più in basso verrà fornito un piccolo dizionario per aiutarvi a tradurre.

Tetsuo: こんにちは! あなたはマリアさんですか。
Anna: いいえ、わたしはマリアではありません。 わたしはアンナです。
Tetsuo: あなたはがくせいですか。
Anna: はい、わたしはがくせいです。


Parole nuove:
Konnichiwa = Salve!
Iie = no
Hai = si
Gakusei = studente

Soluzione (per l'autocorrezione)




 
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