8 feb 2016

Orione: miti e curiosità stellari

La Cintura di Orione ( Source: astrofili-vittorioveneto )

La costellazione di Orione è per certo uno dei gruppi di stelle più rinomati che impreziosiscono la volta sopra le nostre teste, conosciuta anche da chi di astronomia non ha molte nozioni. Ciò che invece non sempre si sa è che il periodo migliore per osservarla vada dal mese di novembre ai primi di aprile, quindi questo momento è perfetto per scrutare ciò che offre il panorama notturno. Da quando per la prima volta, alcuni anni fa, mi è stata rivelata l'esistenza di quei tre luminosi astri che fanno da cintura a Orione, quando alzo gli occhi al cielo di notte la prima formazione che individuo è proprio quella del cacciatore. Sono certa che sia così anche per molti di voi: essa è infatti visibile da quasi ogni parte del pianeta, in quanto a cavallo dell'equatore celeste, ed è facilmente individuabile per via della luminosità e del particolare posizionamento delle stelle che la compongono. Le leggende che la riguardano sono numerose, antiche ed affascinanti, ed hanno radici nella mitologia Greca.

Orione rappresentato in Firmamentum Sobiescianum da Havelius
( Sorce: astronomia )

Nel tempo, questo gruppo di astri ha assunto numerosi nomi, prima di essere identificato con quello che usiamo oggi, e diverse culture vi hanno osservato la rappresentazione dei propri Eroi: da Gilgamesh per i Sumeri, per esempio, a Osiride, nell'antico Egitto. Riguardo quest'ultimo, tra l'altro, si sono sviluppate numerose ed interessanti teorie: la posizione delle stelle della cintura, infatti, sembrerebbe essere riportata con minuziosa precisione nelle tre piramidi principali della necropoli di Giza. Orione, come accennato, è una figura legata alla cultura dell'antica Grecia, poi inserita successivamente anche in quella Latina, rappresentata da un gigante cacciatore. Riguardo la sua nascita, le sue imprese e la sua morte circolano numerose versioni, che lo vedono quasi sempre soccombere al pungiglione di un enorme scorpione: la pena di Zeus per la sua triste sorte segnerà per sempre i nostri cieli. Nelle stelle, vediamo quindi un uomo armato di clava e scudo, a volte quest'ultimo sostituito dalla pelle di un leone, combattere contro la costellazione del Toro, accompagnato dai suoi fidi compagni Sirio e Procione, le costellazioni del cane maggiore e del cane minore. Ma queste non sono le uniche figure del cielo con cui è in relazione: la costellazione del velenoso aracnide che lo ha accompagnato nell'ade prende la sua posizione sul lato opposto della volta, così che quando sorge uno l'altro tramonti in un continuo inseguimento che non avrà mai fine.

E in Giappone? Come vedono i giapponesi quella che per noi è la costellazione di Orione?
Tsuzumi-Boshi ( Source: crystalinks and wikipedia )
Il Paese del Sol Levante si distacca molto dai miti e dalle leggende che ritroviamo associati agli astri nelle altre culture. La popolazione, infatti, non vede un'eroe, una divinità o una creatura mitologica in Orione, bensì oggetti comuni o simboli cui attribuisce importante valore storico e culturale, spesso variando a seconda della regione e del periodo storico. Oggi i bambini imparano a chiamare tale costellazione Tsuzumi-Boshi (鼓星), per l'appunto Stella Tsuzumi: questo perché essa ricorda la sagoma di uno tsuzumi (鼓), tipologia di tamburo giapponese dalla forma a clessidra, in cui le tre stelle della cintura rappresentano la corda usata per congiungere le stringhe dello strumento al centro. Anche lo hyōshigi (拍子木), strumento legato a cerimonie ed eventi culturali come le rappresentazioni Kabuki o gli incontri di Sumō, è ricondotto alla posizione delle stelle, per via delle sue fattezze: esso consiste, infatti, in due stecche di legno collegate da una corda ornamentale.
Un altro nome affibiato a Orione è Waki-boshi (脇星), di matrice dialettale. Esso deriva dalla traduzione del nome arabo della stella Betelgeuse, il cui significato è "ascella/sotto al braccio del gigante". In giapponese la frase suonerebbe come "kyojin no waki no shita", da cui waki-boshi ("stella-fianco/stella-ascella/stella-lato"). Infine, non posso non menzionare uno dei nomi che preferisco, il più romantico: Sode-Boshi (袖星), ossia "Stella-Manica", poiché molti vedono nella forma trapezoidale che assumono gli astri la graziosa manica srotolata del kimono di una giovane donna.

Hike-Boshi e Genji-Boshi con i rispettivi stemmi
(Source: altricieli )
L'associazione più importante, tuttavia, ha un valore storico fondamentale e riguarda l'Heike Monogatari (平家物語), famoso romanzo epico Giapponese. Esso vede contrapporsi in una lunga e sanguinosa guerra due potenti clan: gli Heike (o Taira, 平家) e i Genji (o Minamoto, 源氏), per il controllo del Paese. L'epilogo della storia è tragico e lo scontro finale, avvenuto con la guerra di Genpei (源平合戦), vede la sconfitta degli Heike e il suicidio dei sopravvisuti del clan. Le due famiglie erano contraddistinte da due differenti stemmi, detti  mon (紋), di diversi colori: gli Heike erano distinti da una farfalla rossa, i Genji da foglie bianche di bambù e genziana. Per questo, due delle principali stelle di Orione situate in posizioni opposte all'interno della costellazione, Betelgeuse e Rigel, sono associate alle due casate: la prima prende il nome di Heike-boshi (平家星), poichè emette una luce di colore rossastro, la seconda Genji-boshi (源氏星), poichè il suo colore è bianco con sfumature azzurre. I simboli delle due famiglie e i loro colori sono così importanti e sentiti nel Paese che si ritrovano persino nella bandiera nazionale e rappresentano fondamentali valori quali lealtà, dovere e sacrificio, virtù che i componenti di ambo le fazioni dimostrarono durante i lunghi anni di guerra.

E ora ditemi...cosa vedrete la prossima volta che, nelle serate inverali, guarderete questa costellazione nel cielo notturno?


Fonti:
Wikipedia (Ita) 1, 2, 3, 4
Wikipedia (Eng) 1, 2
Wikibooks
Constellation-guide
Crystalinks
Academia
crystalinks 
altricieli

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