1 mar 2016

Le basi verbali




Benvenuti ancora una volta tra le nostre Pillole di Giapponese!
Se ci state seguendo lezione dopo lezione, saprete benissimo che nelle ultime settimane ci siamo focalizzati principalmente sui verbi giapponesi e sulle regole generiche che determinano la loro coniugazione. Abbiamo visto le tre categorie verbali, abbiamo studiato la masukei e la jishokei (forma-dizionario), ma ci manca un altro elemento fondamentale, che abbiamo solamente sfiorato: le basi verbali.
Stando a quanto detto finora, sappiamo solo che le basi verbali sono formate da una radice che resta fissa e una desinenza variabile. Ora...tenetevi forte e fate un bel respiro. Siete pronti?

Le basi verbali del giapponese sono 6 in tutto, e a ogni base si "attaccano" uno o più suffissi ausiliari a seconda della coniugazione che vogliamo effettuare. 
Sappiamo che questa notizia può apparire terrificante a dir poco! In linea teorica è sempre così, soprattutto avendo a che fare con una lingua tanto diversa dalla  nostra. Come vi diciamo sempre, però, l'importante è affrontare ogni argomento a piccoli passi (o pillole!), e memorizzare le regole che governano struttura grammaticale.
In ogni caso, torniamo alle basi! Vediamo, innanzitutto, quali sono:

» Mizenkei (未然形); suddivisa in: [B1], [B1a], [B1b].
» Ren'yōkei (連用形); suddivisa in: [B2], [B2a].
» Shūshikei (終止形) [B3]
» Rentaikei (連体形); [B4]
» Kateikei (仮定形); [B5]
» Meireikei (命令形); [B6]

Le "B-" che precedono il nome di ogni base sono delle sigle che inseriamo per comodità, e che si trovano anche nei libri di grammatica giapponese*. Si utilizzano per non ripetere continuamente il nome di una base o di una sua variante nelle spiegazioni sulle strutture grammaticali.
In questa lezione non le vedremo tutte, perchè altrimenti il discorso diventerebbe troppo lungo e complicato. Oggi daremo uno sguardo solo alla  B2. Ren'yōkei, che abbiamo già incontrato quando abbiamo visto i verbi in ~ます (masu).


APPROFONDIAMO LA FORMA CORTESE..
Nella pillola dedicata alle categorie verbali abbiamo messo a confronto la forma-dizionario e la masukei (forma in ~ます, o "forma cortese"). Partendo proprio da quest'ultima siamo risaliti fino alla jishokei rimuovendo il suffisso ~ます e osservando come ogni verbo abbia alterato la propria base a seconda della categoria cui appartiene. Oggi facciamo un po' il processo opposto: partendo dalla forma-dizionario vediamo come e perchè la base cambia.
Let's start!


Con i verbi ichidan è facile risalire alla base Ren'yōkei partendo dalla forma-dizionario: basta togliere il suffisso ausiliare る (ru), e ciò che resta, ovvero la radice, sarà la nostra B2; il suffisso ~ます per realizzare la forma cortese va inserito dopo di essa. Osserviamo quanto appena detto con il verbo 食べる (taberu, "mangiare"):



Con i verbi godan il procedimento è leggermente più articolato. Le loro basi si formano aggiungendo una delle 5 vocali del giapponese alla radice che finisce in consonante (spiegato nella lezione precedente). Nella forma-dizionario questa vocale è la う (u); nella Ren'yōkei invece è la (i), pertanto...i loro suffissi う, く, ぐ, す, つ, ぬ, ぶ, む, る (u, ku, gu, su, tsu, nu, bu, mu, ru) diventano rispettivamente い, き, ぎ, し, に, び, む, り (i, ki, gi, shi, chi, ni, bi, mi, ri). Osserviamo questo passaggio nell'immagine seguente.



Visto? Le sillabe in "-u" si sono trasformate nel loro corrispettivo in "-i", mutando la base.


L'ultima categoria dei verbi irregolari segue una via di mezzo tra i due procedimenti appena visti: prima di tutto questi verbi perdono il suffisso る, restando con la loro base in "-u" della forma-dizionario; quest'ultima, quindi, flette in "-i", trasformando anche le consonanti della radice:


Facciamo attenzione al kanji di る: anche se viene scritto sempre nello stesso modo, dobbiamo ricordarci che cambia lettura!


Non aggiungeremo altre nozioni, nè esercizi. Ci limiteremo solamente a concludere questa lezione con una piccola specificazione: negli esempi proposti abbiamo applicato le regole unicamente alla forma affermativa presente della masukei (~ます), si riferisce, ovviamente, anche agli altri aspetti della forma cortese presente: negativa (~ません), interrogativa (~ませんか), e interrogativa-negativa (~ませんか).
Assicuratevi di comprendere al meglio delle vostre possibilità l'approfondimento di oggi, come pretesto per mettere in ordine e fissare in mente quanto è stato già detto sui verbi: in questo modo sarà più semplice e scorrevole analizzare le future regole grammaticali.
Alla prossima pillola!



*Le sigle "B1, B2, ecc" e la suddivisione delle basi potrebbero cambiare a seconda del libro di testo che stiamo consultando. In questo corso abbiamo deciso di adottare la dicitura in "B", per ricordarci che stiamo parlando di basi.


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