19 mar 2016

Tatuaggi e terme: un passo avanti?

E' piuttosto risaputo che i turisti la cui pelle è decorata da uno o più tatuaggi (in giapponese: irezumi 入れ墨, o horimono 彫り物) non hanno vita facile in Giappone. Nella Terra del Sol Levante infatti il tatuaggio non è benvisto, in quanto si tratta di una pratica tipica dei membri della mafia nipponica, la Yakuza ヤクザ. Inoltre, dati i canoni estetici di bellezza che celebrano la pelle chiarissima e priva di difetti, i giapponesi trovano semplicemente orribile l'idea di “inquinare” permanentemente la cute con dei tatuaggi. Per questo talvolta gli stranieri tatuati vengono bersagliati da sguardi di disapprovazione se non di aperto disgusto, e per evitarli finiscono col cambiare le proprie abitudini e stile di abbigliamento per non offendere la sensibilità giapponese, specie se risiedono stabilmente nel Paese.

{Credits: gullevek}

Che si sia d'accordo o meno con questa visione dei tatuaggi, che la si consideri una peculiarità culturale giapponese che come tutte le altre va rispettata, o il retaggio di una mentalità ormai vecchia e piena di pregiudizi, così attualmente stanno le cose: gli stranieri coi tatuaggi sono quasi sempre interdetti con divieti espliciti dal poter accedere a luoghi come terme, bagni pubblici, piscine o palestre. E nel caso i disegni sulla pelle siano particolarmente grandi e vistosi, può venir loro negato l'ingresso anche in ristoranti e negozi. Vi sono comunque anche gestori più tolleranti li invitano solamente a coprirli, in modo da non turbare gli altri clienti, ma questa non è la prassi più comune; i più tendono semplicemente a bandirli.

Il turismo in Giappone tuttavia sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni, ed è destinato ad aumentare ancora con l'approssimarsi delle Olimpiadi di Tōkyō del 2020. E col numero dei turisti, aumenta di pari passo anche la porzione di quanti di loro sono tatuati. Come porsi nei loro confronti dunque? Continuare a mantenere divieti nei locali pubblici non è più accettabile come soluzione, poiché può significare alla lunga minori entrate economiche: se le strutture non li accolgono, non spenderanno denaro per usufruirne. Inoltre molto spesso chi porta tatuaggi lo fa solo per motivi etici e religiosi, o anche solo per seguire la moda del momento, senza avere quindi alcun legame con la criminalità organizzata. Impedire loro l'ingresso può tradursi in una seria discriminazione, come avvenne nel 2013 nei confronti di una donna Maori della Nuova Zelanda, cui fu vietato accedere ad un onsen 温泉 a causa dei suoi tatuaggi tradizionali sul viso, generando a riguardo aspre polemiche.

{Credits: Japanexperterna}
Per evitare il ripetersi di incresciosi incidenti di questo tipo, e per consentire anche ai turisti tatuati di godersi la permanenza in Giappone senza subire ingiuste disparità di trattamento, l'Agenzia Giapponese del Turismo (Kankōchō 観光庁, o in inglese Japanese Tourism Agency) ha recentemente invitato gli operatori nel settore delle Spa e delle terme di permettere anche ai turisti con tatuaggi di poter usufruire delle loro strutture, lasciando comunque libertà decisionale sul modo di agire. L'Agenzia propone come misure da adottare ad esempio:
- l'uso di stickers o cerotti per coprire i tatuaggi, come prassi generale;
- dedicare fasce d'orario diverse in cui poter entrare nelle terme a chi è tatuato rispetto a chi non lo è;
- dedicare spazi separati per i tatuati.

Che dire? Questi consigli, pur avendo ancora insita una componente discriminatoria volta a evitare il contatto tra tatuati e non (quasi i primi siano portatori di qualche malattia infettiva contagiosa per i secondi, è il commento personale di chi scrive), costituiscono comunque un piccolo passo avanti. Da un netto e quasi totale rifiuto in qualunque locale, si spera aiutino a passare ad una maggiore comprensione e apertura. Di sicuro se finora chi possiede tatuaggi si vedeva preclusa la possibilità di fare molte esperienze, tra cui il bagno termale in un onsen tradizionale circondato dalla natura, forse adesso potrà finalmente averne accesso, e il suo soggiorno nipponico ne risulterà più piacevole e soddisfacente. Con enormi vantaggi economici anche per le stesse strutture accoglienti. Ci si auspica che nel tempo questo aiuti anche ad ammorbidire la storica intransigenza e ostilità nipponica nei confronti di chi fa uso di body art senza intenti criminosi.


Fonti consultate:
- Japan Times;

- Japanese Tourism Agency;
- Wikipedia;
- Japan Daily Press;
- Abc.net

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