29 lug 2016

Come sopravvivere al caldo: rimedi made in Japan

E' arrivata l'estate ~ Sole e caldo per tutti!
Finalmente dopo un lungo periodo di tempo incerto e temperature instabili possiamo goderci un po' di giornate bollenti e afose.

In Giappone l'estate (natsu 夏) è caratterizzata da un elevato grado di umidità, un caldo molto intenso e soffocante, aria pesante e immobile riempita dal suono frastornante delle cicale (higurashi 蜩).
Per chi soffre di bassa pressione non è un clima facile da sopportare, e i colpi di calore tra bambini e anziani sono frequenti. La parola natsubate 夏ばて indica proprio la spossatezza che colpisce in questa stagione. Come fanno allora i giapponesi a “sopravvivere”? Cosa usano per attenuare la sensazione di caldo e stare meglio? Scopriamolo assieme!

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Tè d'orzo

Sembrerà strano ai nostri occhi, ma una delle bevande estive più popolari è il Mugicha 麦茶, tè d'orzo tostato! Si tratta di una sorta di un infuso di chicchi d'orzo tostato, che può essere preparato sia con acqua calda lasciata raffreddare e poi conservato al fresco, sia direttamente con acqua fredda. Quello preparato con acqua prima riscaldata è di norma più intenso e scuro, quello fatto con acqua fredda è più chiaro e leggero. Ricco di vitamine e ferro, ha un gusto leggermente amaro (ma meno del tè verde), che ha un effetto rinfrescante al palato e rinvigorente per il corpo, specialmente se consumato senza zucchero. Essendo senza caffeina, si può consumare senza problemi quando se ne sente la necessità.

Mugicha in preparazione {yto}


Granita

La granita giapponese si chiama Kakigōri カキ氷, letteralmente “ghiaccio rotto”, e consiste semplicemente in una coppetta di ghiaccio grattugiato finemente e colorato con uno sciroppo dall'aroma fruttato. Talvolta può essere accompagnata da anko 餡子 (marmellata di fagioli rossi), frutta o addolcita da latte condensato. La sua consistenza è delicata, sembra di mangiare neve fresca!

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Anguilla

L'anguilla di acqua dolce (unagi 鰻) è un pesce grasso, ricco di vitamine, calcio e proteine, considerata un rimedio tradizionale per chi d'estate si sente spossato e affaticato. Sono moltissime le ricette in cui viene servita (sempre cotta, perché cruda è dannosa per la salute):

Un'invitante porzione di Unadon {cozymax5454}

» Unagi no kabayaki 鰻の蒲焼, filetti di anguilla grigliata ai ferri con fuoco di carbone, che durante la cottura vengono cosparsi con una salsa dolce. La cottura rimuove il grasso in eccesso e conferisce un sapore leggermente affumicato. 
» Unagi no shiroyaki 鰻の白焼き, filetti di anguilla grigliata senza condimenti aggiunti, serviti semplici. 
» Unadon 鰻丼, ovvero “don” di anguilla. È anguilla kabayaki o shiroyaki servita su una ciotola di riso cotto al vapore.
» Unakyū うなきゅう, parola formata dalla fusione di “unagi” e “kyūri 胡瓜” (anguria), indica il sushi preparato con anguilla e anguria. Può essere sia hosomaki 細巻 (piccoli rotolini di sushi con l'alga nori all'esterno) che uramaki 裏巻 (rotolini di sushi più grandi, con l'alga all'interno). 
» Kimosui 肝吸い, zuppa chiara di fegato d'anguilla con erbe e tōfu. Non proprio di aspetto invitante al primo sguardo, eppure molto apprezzata.

Spaghetti freddi

I Sōmen 素麺 sono spaghetti bianchi fatti con farina di frumento, più sottili degli udon 饂飩. Sono uno dei piatti principe della stagione estiva, quando non si ha voglia di accendere i fornelli e accaldarsi cucinando, e di solito vengono accompagnati da una salsa chiamata mentsuyu 麺汁, cipollotto e zenzero.

 Pronti? Ikuyo! {bunmi}

Un'usanza tipica dell'estate è la cosiddetta Nagashi Sōmen 流し素麺, ovvero “sōmen fluttuanti”. Come funziona? Si prepara in anticipo un lungo canaletto fatto di bambù sorretto da bastoni incrociati a X, ci si dispone ai suoi lati e al segnale “Ikuyo 行くよ!” (“Via!”) una persona inizia a far scorrere una corrente d'acqua fredda lungo il bambù, in cui immerge gli spaghetti, e quando ci passano davanti occorre essere rapidi a catturarli con le bacchette, altrimenti se li aggiudica il commensale successivo. Una volta presi, si immergono nel brodo freddo e si gustano subito.
Altre ricette fredde con spaghetti sono:
» Zaru soba ざるそば, ovvero spaghetti di grano saraceno (soba 蕎麦) serviti in un cestino di bambù usato per scolare (zaru 笊) con salsa mentsuyu, alga e cipollotto.
» Hiyashi Chūka 冷やし中華, ovvero noodles per il rāmen serviti con striscioline di frittata, verdure, cetriolo, prosciutto e gamberi accompagnati da una salsina.

Carne fredda

Un altro piatto popolare e semplice da fare in estate, è il Rei Shabu 冷しゃぶ, la versione fredda del classico Shabu-Shabu しゃぶしゃぶ (parola intraducibile in italiano, che imita il suono della carne che viene fatta bollire). Si prepara come la versione calda, a cui si aggiunge un passaggio aggiuntivo: dopo aver scottato le fettine di carne per pochi secondi in acqua bollente la si fa raffreddare subito immergendola in una ciotola d'acqua ghiacciata, per poi scolarla e servirla con verdure fresche e condimenti vari.



Ginnastica alla radio

Se il cibo da solo non basta, un valido aiuto può venire anche dalla cura del corpo.

 La ginnastica di gruppo è sempre molto praticata in Giappone {juntoy1965}


Introdotta in Giappone dall'America negli anni immediatamente precedenti al secondo conflitto mondiale, la Radio Taisō ラジオ体操 è diventata in breve un'abitudine molto popolare e la principale emittente del Paese, la NHK, continua a trasmetterla tutt'oggi. Si tratta di una serie di brevi esercizi della durata di 4 minuti, molto semplici e adatti a tutte le età, che aiutano a mantenere le articolazioni flessibili e a sentirsi più in forze. D'estate sono ottimi per non soccombere alla sensazione di fiacchezza e a mantenere alto il tono dell'umore. Vengono praticati sopratutto la mattina e la sera, sia in luoghi pubblici che in casa, e i bambini sono fortemente incoraggiati a partecipare, come attività estiva: viene dato loro una sorta di “foglio di presenza” e a ogni partecipazione vi viene apposto uno stampino. Se completano tutti gli stampini, riceveranno dei premi.


Salviettine & affini

Esistono in Giappone delle salviette speciali da utilizzare d'estate: si chiamano Kūru Taore クールタオル, ossia “cool towel”. Basta immergerle in una determinata quantità d'acqua fredda, e una volta che l'hanno assorbita si avvolgono intorno al collo. Sono in un materiale particolare che le mantiene fredde finché tutta l'acqua non è evaporata, e a quel punto basterà semplicemente “ricaricarle” e riutilizzarle. Ve ne sono anche di usa e getta di carta, che oltre a rimuovere il sudore e a profumare, regalano anche una piacevole sensazione di fresco grazie alle sostanze rinfrescanti che contengono.

Oppure si può ricorrere agli stickers per la febbre, chiamati netsusama shīto 熱さまシート: normalmente andrebbero usati, per l'appunto, quando si ha la febbre, per abbassare la temperatura, ma in caso di emergenza vi si può ricorrere, specie se si teme di star avendo un colpo di calore. Basta applicarli sulle parti del corpo più bollenti, e durano dalle 5 alle 10 ore.

Un rimedio fai-da-te è invece porre in un sacchetto dei cubetti di ghiaccio, avvolgerlo in un asciugamano e arrotolarlo sul collo.
E, per un riposo rigenerante, ci sono anche cuscini chiamati Aisu Pirō アイスピロー ice pillow” o Kūru Makura クール枕 “cool makura”, la cui imbottitura è composta da un gel pack che si può raffreddare in freezer.


Ventagli

Il più classico dei metodi per sentire meno caldo è senza dubbio quello di farsi aria da sé con un ventaglio. In Giappone esistono due tipologie di ventaglio: gli uchiwa 団扇 e i sensu 扇子. I primi sono muniti di manico e hanno una forma tondeggiante; i secondi sono pieghevoli. Che siano in plastica, in carta e legno o altri materiali, al bisogno e in mancanza di altri metodi meno faticosi, possono davvero essere d'aiuto.

Un semplice uchiwa in plastica {Jet Daisuke}



Spruzzi d'acqua

Si può attenuare la sensazione di caldo anche con strategie che raffrescano l'ambiente in cui si vive, come l'uchimizu 打ち水.
Letteralmente la parola significa “acqua con cui innaffiare” e indica la pratica, risalente al periodo feudale, di bagnare con acqua i giardini e le strade. Inizialmente il termine indicava soltanto l'uso di annaffiare il giardino per rinfrescare, ma con l'introduzione della Cerimonia del Tè (cha no yu 茶の湯) ha assunto un valore simbolico particolare. Ultimati tutti i preparativi, come ultima cosa prima dell'arrivo degli ospiti infatti si spruzzava acqua lungo il vialetto roccioso (roji 路地) che conduceva alla stanza del tè (chashitsu 茶室), facendo attenzione che la pietra all'ingresso rimanesse asciutta, così da consentire ai partecipanti di togliersi le calzature senza bagnarsi. Ciò aveva una valenza purificatoria, legata al significato dell'acqua nello Shintō 神道, e segnalava che tutto era stato predisposto e gli ospiti potevano accedere.

Col tempo  questa pratica si è diffusa anche al di fuori della cerimonia del tè, con gli scopi più pratici di evitare che la polvere si sollevi e raffreddare l'ambiente. Innaffiando d'acqua le strade, i giardini o il terreno (ma anche i muri o le verande) si blocca il calore che emanano e la temperatura si abbassa subito di qualche grado, portando sollievo. Di solito si effettua al mattino o la sera, poiché se fatto nelle ore più calde l'acqua evapora troppo in fretta e l'effetto rinfrescante viene vanificato. Non occorre allagare completamente strade e marciapiedi sprecando troppa acqua, ma limitarsi a dare una bella innaffiata nel pezzo davanti alla propria casa, facendo attenzione a non colpire i passanti o le auto. Inoltre è buona norma non prelevare acqua appositamente per questo scopo, ma piuttosto usare acqua piovana, l'acqua rimasta dopo il bagno (una volta raffreddata) e così via.

Recentemente questa pratica è caduta un po' in disuso, poiché la maggioranza dei giapponesi vive in appartamenti e complessi residenziali. Solamente chi vive in case monofamiliari, vicine alla strada o con un piccolo giardino, può beneficiare dello uchimizu; chi abita al quindicesimo piano di un grattacielo sicuramente no. Va aggiunto che si stanno moltiplicando iniziative collettive per riportarla in auge in molte città, chiamate Uchimizu Daisakusen 打ち水大作戦. Per partecipare basta portare con sé un recipiente (che sia tradizionale di legno, o un semplice secchio di plastica) con acqua e un piccolo mestolo per poterla spargere.


Uchimizu Daisakusen ai giorni nostri {kuze1981}

Ventilatori e A/C


Un metodo sicuramente scontato di stare freschi è quello di usare ventilatori. In Giappone esistono anche ventilatori che, oltre a smuovere semplicemente l'aria per creare una brezza, sono in grado di raffreddarla: sono i reifūsen 冷風扇 o reifūki 冷風機, dotati di uno slot in cui inserire un portaghiaccio. In mancanza, si può sempre ovviare attaccando al ventilatore standard dei recipienti con ghiaccio. Poiché il loro meccanismo fa evaporare l'acqua, va sottolineato che potrebbero aumentare l'umidità dell'ambiente, e quindi in giornate particolarmente umide risulterebbero controproducenti.

Se si hanno le disponibilità monetarie e lo spazio, si può anche ricorrere all'aria condizionata, che però innalza di molto i consumi energetici domestici, e quindi andrebbe utilizzata solo negli ambienti più frequentati o nelle ore notturne per riposare meglio.
Altrimenti ci si può sempre rifugiare in qualche centro commerciale, stando però attenti allo sbalzo termico spesso molto consistente, tra temperatura esterna e interna, portando con sé un capo con cui eventualmente coprirsi. E la stessa precauzione va presa anche a bordo di mezzi pubblici, solitamente climatizzati.

Insomma, questi sono gli escamotage più usati in Giappone contro il caldo. Alcuni ce li aspettavamo, altri invece si sono rivelati delle vere sorprese, e...chissà: magari adottandoli scopriremo un nuovo modo per affrontare quest'estate al meglio!



Fonti:
- Asahi Imports
- Wikipedia (eng)
-  Only in Japan
- Taiken
- Uchimizu
- Iromegane
- Jennifer Lea Anderson, “An introduction to Japanese tea ritual”, SUNY Press, 1991
- Hanabi Temple (forum)
- Surviving Japan
- The Jet Coaster

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