1 set 2016

La vera storia del Maneki Neko


Irasshaimase!

A chi di voi non sarà capitato di imbattersi nella caratteristica statuina del gatto con la zampina alzata che saluta? Si tratta del maneki neko (招き猫), che letteralmente vuol dire “gatto che invita”, ed è un tipico portafortuna tra i souvenir più popolari per chi si reca in visita in Giappone. Si trova spesso collocato all’ingresso dei negozi e si dice che sia di buon auspicio per gli affari, ma può essere anche acquistato come regalo personale per la propria abitazione. Infatti, secondo la tradizione, se il gattino ha la zampa sinistra alzata attirerà clienti e denaro, se invece quella slanciata in alto è la zampa destra propizierà salute e famiglia. Personalmente, ne ho comprato uno con tutte e due zampe alzate (come si dice a Roma...nun se famo manca' nulla!) a scanso di equivoci.


Del maneki neko, oltre a quello classico bianco, esistono innumerevoli fogge e dimensioni, e anche colori diversi: il gatto di colore nero aiuta contro gli influssi negativi, quello rosso contro la malattia, e quello color oro aiuta a propiziare ricchezza e benessere economico; ne esistono anche di rosa per l’amore e di colore per lo studio e protezione dagli incidenti stradali. Un tipo di gattino che porterebbe particolare fortuna è quello bianco con macchie nere e arancioni chiamato anche mike neko (三毛猫), ossia "gatto con tre peli".

Il tempio Gōtokuji e il suo esercito felino!

Al maneki neko è stato dedicato un tempio che si trova a Setagaya-ku (世田谷区), uno dei 23 quartieri speciali di Tōkyō, situato nella zona sud-ovest. Circa l’origine della tradizione del maneki neko esistono diverse storie e leggende, ma quella più affascinante è legata proprio alla nascita del tempio Gōtokuji (豪徳寺). Si racconta che, nel luogo dove poi venne eretto il tempio, vivesse un povero vecchio monaco. La sua dimora era un capanno fatiscente e il poco cibo che aveva lo divideva con un gatto che trattava quasi come fosse un figlio. Un giorno si trovò a passare di lì il signore feudale di Hikone, Ii Naotaka, con la sua scorta il quale, attirato dal gatto che lo invitava con la zampa a entrare, decise di far visita al monaco. Il monaco scusandosi della scarsità del cibo a sua disposizione, accolse come meglio poteva la prestigiosa compagnia, anche quando dopo poco scoppiò una violenta tempesta. Il daimyō rimase talmente impressionato dalla generosità del monaco che decise di ringraziarlo con la donazione necessaria ad erigere il tempio che da allora venne dedicato proprio al “gatto che invita”.

Per raggiungere il Gōtokuji si può prendere la Tōkyū Setagaya line (東急世田谷線) e scendere alla stazione Miyanosaka (宮の坂). La struttura non è molto frequentata dai turisti e si può visitare in tutta tranquillità, acquistando il proprio maneki neko presso il negozietto del tempio e ammirando le oltre 1000 statuine lasciate dai visitatori. Il motivo di questi piccoli doni? Beh, si dice che è proprio lasciando nel tempio una statuina che questi piccoli gatti facciano avverare i desideri.

Nessun commento:

Posta un commento

ATTENZIONE - LEGGI PRIMA DI POSTARE!

Ogni commento rispecchia il punto di vista dell'autore, il quale si assume la piena responsabilità per i contenuti pubblicati. La redazione di Hanabi Temple provvederà a rimuovere quanto prima i commenti non idonei, illegali o potenzialmente dannosi per sensibilità e la sicurezza dei lettori.

Ultime news