25 ott 2016

Non solo Giappone: l'Italia al World Cosplay Summit (pt. 2)

Eccoci alla seconda parte dell'intervista che Valentino Notari e Daisy D. Isley ci hanno gentilmente concesso. Se ancora non avete letto la prima parte, cliccate qui!


Immagine ufficiale del World Cosplay Summit 2016

Veniamo ora al WCS che si è recentemente tenuto a Nagoya e, più in generale, alla vostra esperienza giapponese. Ancora congratulazioni per la qualificazione alle finali!
Che cos'è di preciso il World Cosplay Summit? Come funziona? Com'è strutturato e organizzato? Ci dareste una breve spiegazione per i nostri lettori meno esperti?


V&D: Il World Cosplay Summit si tiene ogni estate a Nagoya e vede la partecipazione di moltissimi Paesi (30 quest'anno, che diventeranno 32 nel 2017). E', come dice il nome, un vero è proprio summit, un evento di 12 giorni che comprende numerose attività: eventi in parchi a tema, photoshooting, visite di cortesia ai più importanti uffici amministrativi della città e alle società che fanno da sponsor, fino ad arrivare, durante l'ultimo weekend, alle due parate e al campionato del mondo vero e proprio! Durante l'anno ogni nazione partecipante seleziona, con modalità che spesso cambiano da paese a paese, un team di due cosplayer per rappresentarla al WCS. Per noi italiani l'appuntamento fisso è da sempre il Romics di ottobre. Una volta selezionati, si entra a far parte di una comunità incredibile di cosplayer da tutto il mondo. Essa comprende sia l'organizzazione giapponese che tutti i partecipanti degli anni precedenti, i cosiddetti “alumni”, che continuano a farne parte. In particolare loro potranno tornare a Nagoya, a loro spese, per partecipare sia a tutti gli eventi organizzati che a quelli creati appositamente per loro. E' un privilegio enorme ed il sogno di ogni cosplayer del mondo è, credeteci, essere lì...è l'esperienza più bella che questa passione possa regalare!





Avete scelto di rappresentare Nobunaga e Oichi da Pokémon Conquest: perché proprio questi due personaggi? Hanno un significato particolare per voi?
V&D: La scelta di Pokèmon Conquest è nata prima ancora che ci mettessimo insieme, poco dopo esserci conosciuti a Romics 2014. Chiacchierando, abbiamo scoperto di essere entrambi appassionati di questo gioco spin-off, piuttosto sconosciuto in Italia, e abbiamo cominciato a parlare della possibilità di portarlo sul palco di Romics l'anno successivo per le selezioni WCS. In quell'occasione scegliemmo di portare Nobunaga e l'Eroina, in pratica l'antagonista principale e la protagonista del gioco ma, una volta qualificati, Daisy ha scelto di portare a Nagoya Oichi, il suo personaggio preferito da sempre e sorella del malvagio Nobunaga. Dobbiamo confessare che, se prima comunque adoravamo il gioco e i suoi personaggi, dopo questi due anni passati “in loro compagnia”, essi hanno assunto per noi un significato anche più profondo: quest'esperienza e questi personaggi hanno contribuito molto ad unirci anche come coppia, nella vita reale, costringendoci a superare insieme ostacoli che da soli sarebbero stati insormontabili.



La performance della finale


Quanto lavoro ha richiesto la creazione dei vostri costumi, della scenetta e dei vari elementi che la compongono?
V&D: La nostra performance alla finale di Nagoya è frutto del lavoro di quasi due anni, tra progettazione, costruzione, prove, doppiaggio, ecc. Una volta qualificati, sapevamo di avere in mano alcuni elementi che avremmo fatto bene a mantenere anche per la finale, come i Pokèmon animatronici e l'armatura di Nobunaga. Li abbiamo costruiti in sei mesi con una tecnica che abbiamo inventato da zero, e che abbiamo sperimentato per settimane, prima di poterla ultimare. In quella sorta di remake/reboot dell'esibizione di Romics, la struttura della scenetta ci piaceva così com'era e quindi inserimmo Oichi al posto dell'Eroina. Nei dieci mesi tra la selezione e la finale Daisy ha lavorato alla sartoria di Nobunaga: rifece il cappotto da zero e, soprattutto, il suo nuovo costume che comprendeva sei kimono, uno dei quali era interamente impunturato per ricreare la fantasia blu e oro della stoffa...impossibile trovarla già pronta. Vale, invece, si è concentrato sul risistemare la sua armatura, su alcuni accessori del mio costume e, per la maggior parte del tempo, sui nuovi Pokèmon Rayquaza e Jigglypuff. Con l'aiuto dei nostri amici Daniele e Sendo, abbiamo lavorato per creare un Jigglypuff in grado di compiere quattordici movimenti programmati per essere ripetuti in loop. In effetti, quella piccola palla di pelo rosa è tutt'ora una delle nostre creazioni di cui siamo più soddisfatti. Per quanto riguarda l'esibizione, che è stata molto più complessa di quella precedente, abbiamo addirittura affittato una sala della nostra palestra abituale per fare le prove!

Come si è svolto il WCS?
V&D: Potremmo parlarne per ore, quindi cercheremo di essere sintetici! Il WCS si svolge, come detto, nell'arco di 12 giorni e comprende attività sia in cosplay che in “borghese”. Gli eventi principali in cosplay, oltre alla gara vera e propria, sono stati:
- La giornata al Laguna Ten Bosch, un parco acquatico con la nave di One Piece, la Thousand Sunny, costruita a grandezza naturale. Qui abbiamo fatto foto, presenziato alla cerimonia di inaugurazione del WCS (sotto un sole a 44 gradi!) e visitato, in cosplay da Nami e Sanji, la nave! La sera c'è stato il primo party di benvenuto.
- La visita al Meiji Museum, un parco tematico dove sono ricostruite opere architettoniche di ogni parte del mondo ed epoca...perfetto per fare foto in cosplay. Qui, prima di una lunga passeggiata fra gli alberi a scattare foto con la nostra organizzatrice Sabrina Perucca e la nostra omotenashi Asuka, abbiamo fatto la nostra prima conferenza stampa.
- La visita di cortesia al sindaco di Nagoya e alla camera di commercio (anche se altri team hanno fatto altre attività).
- Il Red Carpet, di fronte al nostro albergo, a poche ore dalla semifinale. E' stata un'esperienza bellissima, quasi surreale.
- La Parata di Osu, forse il più bello fra gli eventi del WCS, dove tutti i team sfilano nel mercato coperto di Osu, accompagnati dagli alumni e dallo staff, circondati da una folla di migliaia di persone e cosplayer di tutto il mondo. Il calore che abbiamo provato in quelle poche ore è tutt'ora uno dei ricordi più belli di Nagoya!

Al Laguna Ten Bosch {Credits: Asuka Kainuma}

La gara, invece, si è svolta in quattro giorni. All'inizio, il terzo giorno dall'arrivo, c'è stato il pre-judging, ovvero la valutazione dei costumi da parte dei giudici dei Paesi organizzatori, ovviamente tranne la nostra Sabrina. Nello specifico si entra in una stanza e si fa una presentazione (con tanto di slides) del proprio lavoro di circa venti minuti, poi ai giudici viene data la possibilità di toccare i costumi da vicino e fare domande. Per questo motivo è importante rifinire ogni minuscolo particolare dei propri costumi, compreso l'interno, perché spesso e volentieri i giudici chiedono di spostare o togliere parti per vedere le rifiniture. Alla fine del judging, vengono fatto le foto ufficiali, controllati peso e dimensioni dei costumi e delle scenografie (c'è un limite per entrambi) e girati i video "scemi" di presentazione del team. Dal pre-judging si passa direttamente alla giornata del venerdì dell'ultimo weekend: è questo il momento dedicato alle prove sul palco, con parti di costume ingombranti e scenografie. Il giorno dopo, a seguito del Red Carpet, si svolge la semifinale da cui vengono scelti sedici team finalisti e, successivamente, la domenica ha luogo la finale vera e propria. Il lunedì, invece, si partecipa allo Special Tour: un party finale in un ryokan tradizionale, con onsen annessa, e un tasso alcolico di proporzioni epiche!

Com'era il clima tra voi partecipanti?
V&D: Come abbiamo accennato prima, il clima era meraviglioso e la competizione si è sentita pochissimo; si respirava solo quella naturale tensione dovuta alla prospettiva di salire su un palco incredibile a fare la finale di un campionato del mondo. Infatti tra i vari team c'è stato supporto e amicizia, anche nei momenti più difficili e di maggior foga nel backstage. Da parte di tutti c'era la disponibilità ad aiutare chiunque fosse in difficoltà e questo lo appurammo quando al team brasiliano, la coppia con cui abbiamo legato di più in assoluto, si ruppe a metà una spada durante le prove del venerdì. La sera prima della semifinale, noi con le australiane facemmo l'una di notte in camera loro ad aggiustarla tutti assieme, e quando le finlandesi e i giapponesi ci raggiunsero con birra e liquore fatto in casa fu subito pigiama party! Se non si fosse capito, abbiamo festeggiato molto!

Vi è mai successo di avere dubbi o incertezze su quanto stavate facendo?
V&D: Partecipando ad un evento del genere è naturale e l'incertezza, i dubbi fanno in un certo senso parte del gioco. Credo che, sia prima che durante il WCS, non sia passato giorno senza che l'ansia o un'incertezza si facessero sentire almeno un po'. In Italia abbiamo avuto il sostegno continuo di numerosissime persone, in primis la nostra coach Valentina e suo marito Luca, che è stato rappresentante (e campione) nel 2010 e nel 2014. Il giorno prima di partire senza il supporto dei nostri amici qui a Roma, che hanno fatto le quattro di mattina con noi per aiutarci a completare e impacchettare tutto, non saremmo mai riusciti a finire la scenografia. Una volta in Giappone, poi, l'amicizia e il supporto degli altri partecipanti e dei nostri organizzatori Sabrina e Vincenzo sono stati insostituibili. Nonostante le mille difficoltà, tra cui la perdita di un bagaglio in aeroporto con mezza scenografia dentro, non ci siamo sentiti mai soli. Partecipare al World Cosplay Summit è un percorso entusiasmante, anche se durissimo, e lo si può fare solo con a fianco una persona in grado di sopportare e supportare l'altro anche nei momenti peggiori. Per molti versi quest'esperienza ci ha forgiati e migliorati come coppia ed è qualcosa che non dimenticheremo mai.

Foto dal backstage! {Credits: Asuka Kainuma}
Ed essere lì, su quel palco, in finale, che emozioni vi ha dato?
V&D: Indescrivibili. Chiunque non lo abbia provato sulla pelle può immaginare ma non capire davvero. In semifinale abbiamo avuto, proprio all'inizio, un problema con la scenografia che ci ha impedito di dare il massimo, pertanto sapevamo che il giorno dopo avremmo dovuto mettere tutto ciò che avevamo su quel palco. Quando alla fine si sono spente le luci e abbiamo sentito l'applauso del pubblico, ci siamo abbracciati e siamo scoppiati a piangere. Nel backstage abbiamo abbracciato Sabrina e abbiamo continuato a piangere di gioia...ce l'avevamo fatta!

Ora, a distanza di un po' di tempo, a mente fredda, rivivendo quei momenti, quali riflessioni ne avete tratto?
V&D: La cosa più incredibile è che abbiamo conosciuto, in soli dodici giorni, delle persone che sono diventate veri amici. Legami che normalmente richiedono mesi o anni lì si creano in pochissimi giorni ed è qualcosa che rende il WCS un'esperienza unica. Il ritmo è forsennato, quasi impossibile da mantenere senza risentirne sul piano fisico e mentale, ma quando si è lì non ci si fa nemmeno più caso. E' tutto talmente veloce che quando finisce la nostalgia ti rimane per mesi. Ancora oggi, ripensandoci, ci manca da morire Nagoya: certo ci sono i grandi eventi e quella sensazione di essere al centro del mondo, che è bellissima, ma preziose sono le piccole cose: la colazione al mattino, dove ci si incontra tutti con delle occhiaie pazzesche ma si è subito pronti a ridere e scherzare con tutti; l'albergo, che diventa una seconda casa e i suoi corridoi pieni di gente che vaga da una stanza a l'altra, a chiedere colla, ago e filo con mezzo cosplay addosso, o ancora ad offrire semplicemente il proprio aiuto; le feste, la musica, gli abbracci continui con persone che conosci da un giorno e ti sembra di aver incontrato una vita fa...ecco, queste sono tutte cose che è impossibile dimenticare. E per ogni secondo di quest'avventura siamo stati sempre accompagnati, e in un certo senso protetti, da un'organizzazione attentissima e, in un certo senso molto “giapponese”, che non ci ha mai fatto mancare nulla, dall'acqua all'aiuto per qualsiasi problema.

Sul palco della finale {Credits: Japan Daily}

Parlateci del ricordo più bello che avete su quest’avventura!
V&D: Senza alcun dubbio le persone. Ogni ricordo bello del WCS è legato alle persone con cui lo abbiamo vissuto, persone che rimarranno sempre nei nostri cuori e che, per la maggior parte, speriamo di rivedere ancora e presto ad altri eventi. Si perché, in fondo, per noi il WCS non è mai finito e nei prossimi mesi abbiamo in programma di viaggiare il più possibile e andare a trovare gli amici che ora abbiamo sparsi in ogni angolo del mondo. Una volta tornati, il nostro orizzonte si è allargato per non restringersi mai più e noi non vediamo l'ora di esplorarlo ancora. Speriamo, più prima che poi, di tornare a Nagoya come alumni per vivere di nuovo il WCS...senza però la parte più stressante della competizione.

E per finire: avete già pensato a dei progetti o obiettivi futuri? Personaggi particolari, fiere specifiche o altro?
V&D: Attualmente ci stiamo “riposando”, dedicandoci ad alcuni impegni importanti della vita reale. Ma stiamo già progettando di partecipare, in trio con la nostra cara amica Federica, alle selezioni per l'ECG, anche se il progetto è ancora segreto! Nel frattempo, stiamo lavorando “a tempo perso” ad alcuni costumi che non abbiamo avuto il tempo di fare durante la preparazione al WCS, come Reaper e Widowmaker di Overwatch. Daisy, in questi giorni, si sta dedicando nel poco tempo libero, fra commissioni e università, ad Aloy del nuovo RPG della Guerrilla “Horizon Zero Dawn”, un costume molto particolare e dettagliato. Per quanto riguarda gli eventi a cui parteciperemo, per quest'anno tenderemo ad andare soprattutto fuori dall'Italia. Ci troverete a Romics (sia Aprile che Ottobre) e Lucca, ovviamente, e a Novegro di Febbraio. Per il resto, andremo in Italia solo a fiere dove siamo invitati come ospiti e/o giurati, per tenere da parte i soldi per poter visitare eventi esteri. In particolare, progettiamo un viaggio on the road a giugno, per il Dokomi in Germania e, il weekend successivo, l'Animecon in Olanda dove speriamo di rincontrare parecchi amici del WCS.

Vi ringraziamo di cuore per il vostro tempo, e vi salutiamo facendovi un grosso in bocca al lupo per le vostre prossime imprese!
V&D: Grazie mille e un saluto a voi e ai vostri lettori!


Pagina Facebook di Valentino: Imriel Cosplay
Pagina Facebook di Daisy: Daisy Cosplay

Revisione a cura di Roberta "Natsuyasumi" Bandinelli.

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