29 dic 2016

Capodanno a Kyōto: l'Okera Mairi

Si dice che le stagioni migliori per visitare il Giappone siano la primavera, con la sua famosa usanza di ammirare la fioritura dei ciliegi detta hanami, e l'autunno, per poter contemplare i colori vividi e caldi delle foglie degli alberi, il kōyō.
Tuttavia ritengo che anche l'inverno abbia il suo fascino in Giappone. Per esempio vi è mai capitato di visitare il Kinkaku-ji, il tempio buddhista d'oro di Kyōto, con la neve? È un vero spettacolo!

L'ingresso dello Yasaka-jinja di Kyōto {via flickr}

Se si ha la fortuna di visitare il Giappone a dicembre, un'occasione da non perdere è trascorrervi il Capodanno. Se poi lo si vuole vivere secondo la tradizione giapponese, un evento interessante e suggestivo a cui partecipare è l'Okera Mairi (おけら詣り) a Kyōto.



Okera è il nome di una pianta medicinale, la Atractylist ovata. Si ritiene che tra le sue proprietà figurino quella di scacciare le energie negative dell'anno passato di donare longevità. Il termine mairi invece significa “pregare”, o più precisamente "effettuare una visita religiosa". In poche parole, Okera Mairi è il nome delle visite effettuate al santuario Yasaka (八坂神社, Yasaka-jinjadel quartiere di Gion a Kyōto durante l'okera matsuri ("festival dell'okera"), tenuto dalle 7 di sera del 31 dicembre alle 5 del mattino del 1 gennaio.

Niente conti alla rovescia nè movimentati brindisi.
La particolarità di questo matsuri sta nella semplice accensione del cosiddetto fuoco sacro, il kagaribi, le cui lingue di fuoco che danzano nel buio costituiscono il vero spettacolo.
L'okera viene bruciata per alimentare le fiamme, e con esse poi si accendono le due lanterne okera tōrō, che saranno posizionate in diversi punti del santuario.

Le corde di bambù vengono bruciate {Credits}

Tutti i pellegrini che andranno a fare visita allo Yasaka-jinja e vorranno partecipare alla celebrazione potranno acquistare all'entrata del santuario delle corde di bambù, che bruceranno avvicinandole al fuoco sacro, facendole roteare per non spegnere la fiamma.
È usanza portare poi a casa delle braci per cucinare lo zōni (雑煮), una zuppa che tradizionalmente si mangia il primo giorno dell'anno. Nella zuppa ci sono principalmente mochi (dolcetti di riso), ma vi possono essere aggiunte anche verdure, pollo o pesce, ed è considerata la pietanza per eccellenza di buon auspicio tra tutte quelle che si consumano in questo giorno particolare.
Oltre a questo, le braci possono essere usate anche per accendere le candele dell'altare.

Preparare lo zōni, così come accendere le candele con il fuoco proveniente dal santuario, si ritiene possa portare un anno tranquillo e di pace e scacciare le malattie.

Una scodella di zōni {via flickr}

L'okera mairi è un festival di grande fascino, uno spettacolo che si mantiene separato dalla mondanità, e che per questo permette di poter osservare il Giappone nella sua veste tradizionale, fatta di semplice contemplazione e di comunione con la natura.
Io trovo che questo festival, come tutti quelli che si svolgono nei vari santuari in questo periodo, possa essere un evento indimenticabile.
Sperando di avervi fatto un po' sognare auguro un buon anno a tutti. Anzi..


Akemashite omedetō!
明けましておめでとう!



Fonti:
JNTO
Japan Info

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