8 gen 2017

Il Festival delle Sette Erbe

In Giappone i primi giorni dell'anno sono un periodo estremamente importante, ricco di ricorrenze che hanno profonde radici nella sua cultura tradizionale. Il 7 gennaio cade un evento molto particolare, chiamato Nanakusa no Sekku 七草の節句, ovvero Festa delle Sette Erbe.
Si tratta di una delle 5 festività stagionali, dette Gosekku 五節句 (di cui fanno parte anche lo Hina Matsuri e Tanabata), celebrate ufficialmente fino al 1873 ma tutt'ora praticate in modo ufficioso dalle famiglie, non costituendo più delle feste pubbliche.

Nel 2013 Google celebra questa festa con un doodle.

Le sue origini, come abbiamo visto accadere spesso, sono di derivazione continentale. Secondo un'antica leggenda che viene dalla Cina infatti, la dea celeste Nuwa 女媧 dopo aver plasmato il mondo diede vita a tutte le creature. Il primo giorno creò la gallina, il secondo il cane, il terzo il cinghiale, il quarto la pecora, il quinto la mucca, il sesto il cavallo, il settimo infine gli esseri umani. Per questo motivo i primi giorni del primo mese secondo il calendario lunare vennero dedicati ciascuno ad un animale diverso, quasi in una sorta di “compleanno”, in cui ci si doveva astenere dall'ucciderli o arrecarvi danno.

Il giorno degli uomini era detto Renri 人日 (in giapponese Jinjitsu), e per tutta la sua durata era vietato infliggere punizioni ai criminali. Inoltre, se in questa giornata il tempo fosse stato sereno, gli dei avrebbero garantito fortuna e prosperità all'umanità, mentre invece se il tempo fosse stato cattivo avrebbe significato sfortuna ed eventi negativi. E per purificarsi dalle influenze maligne divenne una consuetudine mangiare proprio il settimo giorno una zuppa medicinale, così da assicurarsi buona salute per tutto l'anno.

Queste credenze, quando giunsero in Giappone grazie agli scambi commerciali e culturali tra i due Paesi, si fusero con l'abitudine della popolazione di raccogliere e consumare le prime piante che, sfidando il freddo dell'inverno, germogliavano nella neve: una ricorrenza chiamata Wakana tsumami 若菜摘み, ovvero Raccolta delle giovani piante. I nobili della Corte Imperiale di Heiankyō (l'odierna Kyōto) unirono usanze straniere e autoctone modificandole leggermente: anziché una semplice zuppa vegetale, nel settimo giorno del primo mese mangiavano il Nanakusagayu 七草粥, ossia riso stracotto (Kayu 粥, o anche Okayu お粥) con l'aggiunta di sette piante.


Nome antico Nome moderno Traduzione
Seri 芹 Seri セリ Prezzemolo selvatico del Giappone (Oenanthe javanica)
Nazuna 薺 Penpengusa ぺんぺん草 Borsa del pastore (Capsella bursa-pastori)
Gogyō 御形 Hahakogusa 母子草 Gnafalio affine
Hakobera 繁縷 Hakobe 蘩蔞 Stellaria media
Hotokenoza 仏の座 Koonitabirako 小鬼田平子 Lapsana (Lapsanastrum apogonoides)
Suzuna 菘 Kabu 蕪 Rapa (Brassica rapa)
Suzushiro 蘿蔔 Daikon 大根 Rafano giapponese (Raphanus sativus var. longipinnatus)


Queste piante, in uso ancora oggi (con al massimo qualche variazione regionale) non sono le stesse utilizzate originariamente in Cina, ma furono scelte sulla base della flora presente nel Paese e, anche se l'usanza è legata all'inverno, germogliano tutte agli inizi della primavera, in corrispondenza del primo mese lunare. Per questo vengono chiamate anche Haru no Nanakusa 春の七草, le Sette Erbe Primaverili.

Un'illustrazione delle erbe... {fonte

Nel periodo Edo (1600-1868) il governo Tokugawa scelse 5 ricorrenze tra le numerosissime nate e osservate nei secoli passati presso la Corte e le rese festività a tutti gli effetti. Tra di esse vi era anche il Nanakusa no Sekku, e grazie a questo provvedimento esso si diffuse anche tra la popolazione comune e i samurai, diventando una vera e propria cerimonia di stato a cui tutti i vassalli dello shōgun erano tenuti a partecipare quando si recavano in udienza all'inizio dell'anno per porgergli i propri omaggi.
In seguito, con l'adozione in periodo Meiji (1868-1912) del calendario gregoriano, la festa venne fissata in modo definitivo al 7 gennaio, sebbene solo come osservanza e non vacanza vera e propria.

Oggigiorno nelle grandi città le possibilità di trovare e cogliere le sette erbe che si mangiano durante questa festa è assai remota, e difficilmente le persone possiedono ancora la capacità di riconoscerle: per questo motivo nei giorni immediatamente precedenti alla ricorrenza tutti i supermercati mettono a disposizione confezioni che contengono mazzetti pronti all'uso.
Dopo le abbuffate del Capodanno, che lasciano lo stomaco affaticato e appesantito, il Nanakusagayu è un piatto leggero, facilmente digeribile, ricco di fibre, vitamine e minerali, che permette agli organi interni di “riposare” e depurarsi. La regola vuole che vada mangiato al mattino, al posto della solita colazione. E grazie ai suoi benefici ci si assicura buona salute e longevità per tutto l'anno.

...e le erbe reali! {via flickr}

Un'ulteriore costume che si è diffuso in tempi recenti è quello di posizionarsi in una direzione fausta, spezzettare le erbe in un mortaio e nel frattempo recitare:

Kanji Rōmaji Traduzione
七草なずな Nanakusa nazuna Le sette erbe, la “borsa del pastore”
唐土の鳥が Tōto no tori ga Prima che
日本の国へ Nihon no kuni e gli uccelli della Cina
渡らぬ先に Wataranu saki ni attraversino il Giappone
ストトントン (x2) Sutotonton (x2) Tump tump tump* (x2)
(onomatopea per il suono del pestello)


Questa è la più famosa, ma ne esistono anche altre versioni, che ciascuna regione del Giappone ha stabilito col tempo. Cliccando qui  potrete ascoltarne l'audio.
Di seguito invece vi presentiamo la ricetta del riso, ottimo per disintossicarsi e ricaricare le batterie!



NANAKUSAGAYU

Ingredienti per 1 porzione
  • 50 gr. di riso a chicchi corti;
  • 250 ml. d'acqua;
  • Sale in base al proprio gusto;
  • 1 confezione di Nanakusa (in sostituzione, 7 erbe a piacere come basilico, coriandolo, menta, cerfoglio, erba cipollina, finocchio, crescione);
  • Una pentola di terracotta, o comunque una pentola con il fondo molto spesso (questo eviterà che il calore sia a diretto contatto col riso e lo danneggi).

Preparazione
  • Porre il riso in una ciotola e risciacquarlo sotto acqua corrente mescolandolo gentilmente con le mani. Ripetere finché l'acqua non scorre chiara e pulita. Tenerlo in ammollo nella ciotola per almeno 30 minuti dopodiché scolarlo in un colino e lasciarlo riposare per qualche minuto.
  • Spostare il riso nella pentola e aggiungere 250 ml d'acqua. Coprirla con un coperchio e portare a bollore a fuoco medio-alto.
  • Quando il riso bolle, abbassare al minimo la fiamma. Togliere il coperchio e mescolare delicatamente il riso con un cucchiaio di legno, assicurandosi che il riso non si attacchi al fondo della pentola.
  • Coprire nuovamente e lasciar sobbollire per 25-30 minuti. Durante questo lasso di tempo, non rimuovere il coperchio o mescolare il riso.
  • Trascorso il tempo, spegnere la fiamma e lasciarlo coperto per una decina di minuti. Il riso dovrà risultare morbido e gonfio.
  • Lavare accuratamente le erbe e asciugarle perfettamente. Se sono fresche, scottarle per pochi secondi in acqua bollente salata, rimuoverle e raffreddarle subito in acqua ghiacciata per fermare la cottura. Scolarle e strizzarle delicatamente per rimuovere tutta l'acqua. Dopodiché tritarle al coltello o sforbiciarle.
  • Aggiungere le erbe sminuzzate al riso, condire con sale a piacere e servire.

Il riso con le sette erbe. {Rie NAKAYA via flickr}

Nota: il rapporto riso-acqua è di 1:5, detto Zen-gayu 全粥. Con una pentola adeguata e una fiamma molto bassa, l'acqua non dovrebbe traboccare. Nel caso però di una pentola troppo piccola, per evitare che accada si può coprire posizionando il coperchio con una leggera angolatura.

Altri rapporti riso-acqua sono:
- 1:7 shichibu-gayu 七分粥 (50 gr : 350 ml)
- 1:10 gobu-gayu 五分粥 (50 gr : 500 ml)
- 1:20 sanbu-gayu. 三分粥 (25 gr: 500 ml)

Ovviamente più acqua si utilizza più il riso risulterà diluito e molle.
Buon appetito!


Fonti: - Wikipedia (jap)
- Wikipedia (eng)
- Encyclopedia of Shintō
- Just One Cookbook
- Taiken Japan

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