8 mag 2017

Leggende urbane: bambole e capelli, la storia di Okiku

In Giappone le bambole sono un oggetto estremamente diffuso. Che si parli di giochi per bambine o di veri e propri pezzi d'arte realizzati da maestri artigiani, esse sono portavoce di una tradizione che, attraverso i secoli, ha continuato a svilupparsi o a preservarsi fino ai giorni nostri: basti pensare alle moderne BJD (Ball-Jointed dolls, bambole con giunture sferiche) diffusissime in Asia, o alle più classiche riproduzioni della corte Heian esposte in casa durante lo Hina-matsuri.

La bambola di cui vi parliamo oggi è nata come semplice giocattolo per bimbe, ma nell'ultimo secolo è per ben altro che è diventata tanto famosa. Il suo nome è Okiku お菊 e si trova custodita nel Mannen-ji 万念寺, un tempio buddhista situato nella cittadella di Iwamizawa 岩見沢市 della prefettura di Hokkaidō 北海道. Il grazioso balocco è di porcellana, ha capelli scuri e profondi occhi neri, è alto circa 40 cm e indossa un kimono dai colori vivaci. Se vi parliamo di lei non è certo per descrivervi il suo aspetto, bensì perchè Okiku possiede una caratteristica piuttosto particolare: i suoi capelli crescono continuamente, esattamente come quelli di una persona.

Okiku (via Gakkenmu)
Si dice che la storia di questa misteriosa bambola abbia inizio nel lontano 1918, quando un ragazzo di nome Eikichi Suzuki la acquistò in un negozio della città di Sapporo 札幌市 per regalarla alla sorellina di appena due anni, il cui nome era proprio Okiku. La bambina apprezzò moltissimo il regalo e si legò da subito al giocattolo. Le due divennero presto inseparabili: Okiku trascorreva la maggior parte del tempo a pettinarla e giocarci, arrivando anche a dormirci insieme. L'idillio, però, durò ben poco, perchè la bambina si ammalò e, dopo circa un anno, morì. In seguito al funerale della piccola la bambola, che non era stata seppellita al suo fianco, fu posta sull'altare di famiglia presso cui i genitori e il fratello pregavano per la giovane anima. A poco a poco tuttavia, giorno dopo giorno, notarono un fatto singolare: i capelli della bambola stavano crescendo. I genitori pensarono subito che lo spirito della figlioletta si fosse rifugiato al suo interno e che la crescita anomala altro non fosse che la manifestazione della possessione. Decisero così di chiamare la bambola Okiku e di prendersene cura per gli anni a venire. Nel 1938 poi, costretta a trasferirsi, la famiglia donò la bambola al Mannen-ji in modo che essa potesse restare vicino alla tomba della defunta, spiegando ai sacerdoti la situazione.


{via flickr}
C'è chi dice che, a seguito di alcune analisi, sia stato confermato che i capelli di Okiku siano capelli umani. Si è arrivati a fare numerose supposizioni per spiegare il fenomeno: la più diffusa e popolare sotiene che, poichè le vecchie bambole venivano non di rado realizzate con capelli veri, la colla utilizzata abbia nel tempo innescato una reazione chimica che ne ha causato la crescita. In realtà, questa ipotesi sarebbe forse plausibile solo per un allungamento minimo, che la capigliatura della bambola in questione supera di gran lunga nel corso di un anno. Come se non bastasse, si sarebbe cominciata a diffondere la convinzione che Okiku abbia anche cambiato espressione nel tempo, schiudendo le labbra e assumendo un lieve sorriso vagamente inquietante, se non addirittura assumendo fattezze più adulte.

Ad oggi, Okiku si trova ancora presso i sacerdoti del tempio e, periodicamente, le vengono tagliati i capelli con una specifica cerimonia, poichè la sua chioma in passato è arrivata a raggiungere i 25 cm di lunghezza. Per molti anni è stata esposta al pubblico, ma non siamo certi sia ancora così, stando alle versioni contrastanti del web. Per accertarsene non resterebbe che recarsi in quel tempio di Hokkaidō, e chiedere di incontrare la strana bambola lì custodita che sembra...viva.



Fonti:
Esotericmania
Emadion
Cursed
GhostHunt

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