30 giu 2017

Inizia il processo sul disastro nucleare di Fukushima

Ci sono voluti ben 6 anni affinché gli ex dirigenti della TEPCO, l'azienda responsabile della centrale nucleare di Fukushima, comparissero di fronte a un tribunale. Tsunehisa Katsumata (77), Ichiro Takekuro (71) e Sakae Muto (67) erano, nel 2011, rispettivamente presidente e vicepresidenti della TEPCO, e venerdì 30 maggio sono comparsi di fronte a una corte composta da 3 giudici e alcuni avvocati aventi funzione di pubblici ministeri, per rispondere ad accuse relative al loro ruolo durante il disastro nucleare che ha colpito la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi.

I tre dirigenti TEPCO sotto accusa {Fonte: Blogo}

I tre sono accusati di aver ignorato delle stime preparate nel 2008 da una sussidiaria della TEPCO, le quali sostenevano che uno tsunami alto almeno 14 metri avrebbe danneggiato la centrale nucleare. Inoltre, nel 2009, Masao Yoshida, al momento responsabile dell'equipaggiamento nucleare, aveva messo al corrente la presidenza della TEPCO del rischio concreto di tsunami di 14 metri. Yoshida, al momento del disastro, era il presidente della centrale nucleare e coordinò il gruppo "Fukushima 50", che cercò di stabilizzare la situazione subito dopo l'incidente. Nel 2008 fu proposto dalla sussidiaria di costruire una diga alta 10 metri, ma la TEPCO sottovalutò l'importanza della stima. Queste informazioni furono passate a Takekuro e Muto, responsabili delle attività nucleari della TEPCO, che però non le condivisero con Tsunehisa, il quale ha dichiarato di non esserne stato messo al corrente. I tre membri della presidenza sono accusati di essere stati responsabili del ferimento di chi si trovava sul posto e della morte di diverse dozzine di malati che, l'11 marzo 2011, furono costretti ad evacuare l'ospedale.

Come mai il processo è cominciato solo oggi?
I tre erano stati accusati nel 2012, dopo che un gruppo di cittadini di Fukushima aveva denunciato 50 persone tra personale della TEPCO e membri del governo, ma i pubblici ministeri avevano deciso per ben due volte di ritirare le accuse perché, anche prendendo le precauzioni suggerite nel 2008, l'incidente non sarebbe stato evitabile. La diga, infatti, doveva essere costruita sulla costa sud e proteggere 300 metri di costa, mentre lo tsunami colpì la parte sud, di fronte all'Oceano Pacifico, interessando una parte di costa più ampia. L'anno scorso un'inchiesta tenuta da comuni cittadini ha ribaltato la decisione dei pm e i tre sono stati incriminati. Si stima che il processo non raggiungerà un verdetto prima di un anno. Tutti gli indagati si sono dichiarati non colpevoli. In particolare Katsumata, dopo essersi scusato, ha dichiarato che "Era impossibile prevedere l'incidente".

La centrale nucleare Fukushima Dai-ichi subito dopo l'incidente nucleare {Fonte: MeteoWeb}

Il terremoto di magnitudo 9 che l'11 marzo 2011 colpì la regione del Tohoku provocò uno tsunami che danneggiò i sistemi di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Da allora 150.000 persone sono state costrette ad evacuare e solo alcune sono tornate. TEPCO, sommersa dai costi per i risarcimenti e da quelli per la bonifica delle radiazioni, è stata oggetto di un piano di salvataggio da parte del governo e ha cambiato nome. Continuano ad esserci, inoltre, problemi con la demolizione della centrale nucleare.

Alla prima giornata del processo, tenutosi alla Corte Distrettuale di Tokyo, hanno partecipato 720 persone e alcuni cittadini di Fukushima, che avevano denunciato la TEPCO per avere un risarcimento, hanno esposto fuori dal tribunale striscioni con su scritto "Non abbiamo bisogno di centrali nucleari."

Le proteste fuori dal tribunale {Fonte: Japan Today}


Fonte:
Japan Today

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