5 giu 2017

Troll su Twitter: "Vogliamo un vagone solo per uomini"

In questi giorni la tematica delle molestie sessuali sui treni in Giappone è tornata a far parlare di se in maniera incisiva, a causa di un recente fatto di cronaca che avrebbe scatenato la reazione di alcune persone sui social. Queste, prevalentemente uomini, riterrebbero opportuno ricevere lo stesso trattamento di riguardo del gentil sesso, e hanno quindi proposto di inserire nei treni delle carrozze apposite per soli uomini, per impedire alle donne di accusarli ingiustamente di molestie sessuali.

Una fermata della linea Den-en-toshi di Tokyo{Source: Wikimedia}

La vicenda sopracitata è avvenuta lo scorso maggio nella stazione di Aobadai (青葉台駅, Aobadai-eki) a Yokohama, dove una donna ha accusato un uomo dietro di lei di averla toccata in maniera inopportuna. Lui si è scusato, per poi scappare ed essere atterrato da un altro passeggero, che ha tentato di tenerlo bloccato fino all'intervento delle forze dell'ordine. Dopo essersi divincolato, l'uomo è fuggito verso il binario ed è stato investito da un treno in corsa. Il decesso del fuggitivo è stato accertato e comunicato successivamente dall'ospedale.

Andando a ritroso, l'accaduto sembrerebbe essere solamente l'ultimo di una lunga serie che il mese scorso ha contato due vittime. A marzo invece sono stati sei gli uomini che hanno tentato la fuga dalle stazioni ferroviarie di Tokyo dopo le accuse. Su Twitter il botta e risposta, tra quanti hanno analizzato la tematica e chi, invece, ha lanciato tweet provocatori e ironici.

Nel tweet: "Perchè non ci sono "carrozze private per uomini" per i gentiluomini che non vogliono essere fraintesi?"



Che in Giappone la problematica delle molestie sessuali sui treni sia persistente e diffusa non è un mistero. È proprio alla luce di questo che, anni fa, sono state istituite le carrozze per sole donne (女性専用車両, josei sen'yō sharyō) per tentare di arginare il fenomeno, che riguarda soprattutto le ragazze giovani. Quella che dovrebbe essere una misura di sicurezza in realtà non ha mai risolto il problema alla radice, contro il quale servirebbe una vera e propria campagna di sensibilizzazione. I singoli cittadini, soprattutto vittime, cercano di muoversi in maniera indipendente con iniziative mirate, come ha fatto una ragazza liceale che distribuì spille con slogan anti-molestie. Uno dei troll di Twitter di questi giorni avrebbe preso come esempio proprio lei, fotografando una spilla di propria creazione con su scritto: "Troverò chiunque mi accusi falsamente. Se muoio, dobbiamo morire insieme".


Fonte: buzzbeed.com

Nessun commento:

Posta un commento

ATTENZIONE - LEGGI PRIMA DI POSTARE!

Ogni commento rispecchia il punto di vista dell'autore, il quale si assume la piena responsabilità per i contenuti pubblicati. La redazione di Hanabi Temple provvederà a rimuovere quanto prima i commenti non idonei, illegali o potenzialmente dannosi per sensibilità e la sicurezza dei lettori.

Ultime news