2 ott 2017

Aumenta la richiesta di oppiacei in Giappone

La società giapponese ha da sempre manifestato una forte avversione al consumo eccessivo di medicinali, sia a causa di regolamentazioni sanitarie particolarmente restrittive, che per motivazioni culturali legate alla percezione del dolore. Tuttavia la richiesta di farmaci analgesici di derivazione oppioide sta aumentando progressivamente, specialmente nella fascia di popolazione più anziana, palesando un cambiamento epocale nel rapporto tra malato e trattamento sanitario.

Pillole di antidolorifico {Pfizer /Bloomberg}

“Le persone afflitte da dolore cronico, oggigiorno hanno una soglia di tolleranza molto inferiore rispetto alle generazioni precedenti” afferma Tsutomu Suzuki, professore emerito presso l’Università Hoshi 星薬科大学 di Tokyo. Anche recenti studi commissionati dal governo giapponese, hanno indicato questa condizione medica come una delle molteplici cause responsabili della scarsa produttività dei lavoratori nipponici senior. Con ciò si spiegherebbe la decisione del primo ministro Shinzo Abe di includere, nel suo piano per il rilancio della crescita economica, l’elargizione di finanziamenti strategici atti a migliorare i trattamenti delle malattie degenerative e la cura del dolore. Tale contromisura ha incentivato colossi farmaceutici come Daiichi Sankyo Co., Pfizer Inc., Shionogi & Co., a investire cospicue risorse per assicurarsi una posizione di rilievo in questo mercato in rapida espansione. 

Coppia di anziani giapponesi (Tokyo Times)
Per la prima volta nella storia recente del Giappone, la popolazione over 50 vede nei farmaci una soluzione ai problemi di salute ed un valido strumento atto a migliorare la propria qualità di vita. 


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