8 ott 2017

Dentsu Inc. ritenuta responsabile del suicidio di una dipendente

Il suicidio di Matsuri Takahashi del dicembre 2015, è stato dichiarato ufficialmente come un caso di karōshi 過労死, morte da troppo lavoro. Secondo le investigazioni condotte dalle autorità competenti, i disumani ritmi lavorativi imposti ai dipendenti da parte dei manager della Dentsu Inc., oltre 105 ore di straordinari illegali in un solo mese, sono stati correlati allo stato depressivo che ha indotto la ventiquattrenne neo assunta al gesto estremo. L’ennesimo grave episodio, ha dato vita ad un acceso dibattito nazionale che ha influito enormemente sulla decisione del governo di monitorare lo status dei lavoratori nei loro rispettivi ambienti aziendali. 


Sede della Denstu a Tokyo (Bloomberg)


In base ai risultati delle indagini e alle nuove disposizioni varate, la Dentsu Inc. ha dovuto sostenere un processo pubblico conclusosi con una sentenza che andrà a costituire un precedente fondamentale nella giurisprudenza giapponese. Secondo il giudice della Corte Sommaria di Tokyo Tsutomu Kikuchi “Alla Dentsu lunghissimi orari di lavoro illegali erano ormai divenuti la norma, fatto questo che non può essere trascurato”. 
Il colosso pubblicitario, e non i singoli manager, è stato quindi condannato a pagare una multa simbolica di 500000 yen (3800 euro) in quanto ritenuto direttamente responsabile della morte per troppo lavoro della giovane impiegata.



Scuse formali di Yamamoto Toshihiro presidente della Dentsu Inc. (Kyodo)

Fonte:
Japan Times

Per approfondimenti sul karōshi
Quando il lavoro uccide

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