23 nov 2017

Kinrō Kansha no Hi, un ringraziamento per il lavoro svolto

In una società estremamente dedita al lavoro come quella giapponese in cui, nelle grandi aziende chiamate kaisha 会社, si tende a lavorare spesso al di fuori dell'orario stabilito, fare straordinari il sabato -se non addirittura la domenica- è all'ordine del giorno. Purtroppo, però, la situazione è più complessa e spiacevole di quella che potrebbe sembrare: in Giappone non sono insoliti gli episodi di karōshi 過労死, "morte per eccesso di lavoro". In una situazione lavorativa così problematica, una festa dedicata al lavoro sembra essere l’occasione perfetta per fermarsi a riflettere e riconoscere i sacrifici svolti durante l’anno.

La ricorrenza cade il 23 novembre, è chiamata Kinrō Kansha no Hi 勤労感謝の日 e significa “il giorno del ringraziamento per il lavoro”. Questa giornata di festa è anche un’occasione per staccare dalla vita frenetica di ogni giorno e rilassarsi dedicandosi alla propria famiglia e agli amici.

L'Imperatore Akihito durante la festa del raccolto.{via aonghasrowe.com}

La nascita della festa del lavoro in Giappone
Il Kinrō Kansha no Hi nasce in origine come “festa del raccolto” in cui vengono offerti ai kami i primi frutti del terreno per ringraziare dell’abbondante raccolto, ed è chiamata Niinamesai 新嘗祭, i cui kanji significano “cerimonia del primo assaggio”. Il rito viene effettuato due volte al giorno, al tramonto e all'alba, presso il palazzo imperiale dall'Imperatore stesso, il quale allestisce un’offerta di sake, cereali e riso cotto al vapore su un tappeto rosso, il kegomo, e la presenta alla grande dea Amaterasu (天照大御神, Amaterasu-ō-mi-kami) e alle divinità della terra e del cielo, recitando una preghiera di ringraziamento e mangiando egli stesso l'offerta.

Le origini di questo rituale non sono chiare, ma sembra che le basi risalgano a quando la coltivazione del riso venne trasmessa per la prima volta in Giappone, nel periodo Yayoi 弥生 (III secolo a.C. – III secolo d.C.). Inoltre si dice che il NihonShoki 日本書紀, uno dei due testi più antichi sulla storia del Giappone, alluda ad una celebrazione del Niinamesai da parte dell’imperatore Jinmu (神武天皇, Jinmu Tennō, 660-585 a.C.), ma che venga stabilito come rituale da compiere ogni anno dall'imperatore Seinei (清寧天皇, Seinei Tennō, 480-484 d.C.).

Un operaio della capitale al lavoro {via flickr}


A partire dal 1948, con la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Kinrō Kansha no Hi viene decretato festa nazionale, per ricordare la garanzia dei diritti umani fondamentali e dei lavoratori ottenuti con la Costituzione del dopoguerra. Esso è così diventato più importante del Niinamesai, poiché la sua nascita è concomitante con la trasformazione del Giappone da Paese con un’economia fondata sull'agricoltura a potenza industriale: sembrava ovviamente più rilevante celebrare il lavoro piuttosto che il raccolto! Questo non significa però che la festa del Niinamesai sia scomparsa, anzi essa convive assieme alla moderna festa del lavoro in quanto importante rito shintoista .


Come viene celebrata al giorno d’oggi questa festa? 
Per la celebrazione non vengono allestite grandi parate o decorazioni per le strade e fuori dalle case, i giapponesi piuttosto festeggiano nel privato delle loro abitazioni o ne approfittano per concedersi un’uscita al ristorante; dato che in questo periodo dell’anno non fa ancora troppo freddo e spesso ci sono giornate di sole, c’è anche chi coglie l’occasione per una gita fuori porta, tornando poi al lavoro con una rinnovata energia.

Come già anticipato, lo scopo di questa giornata è riflettere sull'importanza del lavoro e ringraziare gli altri per il duro lavoro svolto nell'arco dell’anno. In particolar modo i bambini riconoscono gli sforzi che i genitori fanno per permettere loro di vivere serenamente ed esprimono la loro gratitudine non soltanto dando loro un regalo, un disegno o una lettera, ma spesso anche aiutandoli con le faccende di casa. E' comune anche vedere bambini andare dai poliziotti o dai vigili del fuoco locali e donare un presente per ringraziarli del loro lavoro. 

Bambini giapponesi che danno un regalo ad un poliziotto. {via oneskyapp.com}

A dispetto del Kinrō Kansha no Hi, la festa italiana del lavoro, che si celebra il primo maggio, serve a ricordare le conquiste sociali ed economiche dei lavoratori, soprattutto in termini di orario lavorativo. Il lavoro in Giappone è concepito però in modo diverso rispetto all'Italia, e questo è osservabile anche nel giorno dedicato alla sua celebrazione: quello che per noi è il simbolo della lotta operaia di fine Ottocento ed il ricordo di quanti hanno dato la vita per ottenere dei diritti sul lavoro, per i giapponesi rappresenta piuttosto il riconoscimento dello sforzo quotidiano che essi vi dedicano, che non è poco. Basti pensare agli orari lavorativi spesso stressanti o ai trasferimenti lontano da casa cui i lavoratori non di rado sono costretti.

Una giornata in cui tutto questo viene posto al centro dell'attenzione è assai gratificante, senza contare che, essendo festa nazionale, costituisce per molti una delle poche vacanze dal lavoro. È per questo motivo che il 23 novembre si trasforma in una vera e propria occasione di ricongiungimento con i propri cari, in cui la breve parentesi di pausa non è solo un modo per recuperare le energie, ma anche per poter assaporare momenti di genuina intimità familiare.


Fonti:

Nessun commento:

Posta un commento

ATTENZIONE - LEGGI PRIMA DI POSTARE!

Ogni commento rispecchia il punto di vista dell'autore, il quale si assume la piena responsabilità per i contenuti pubblicati. La redazione di Hanabi Temple provvederà a rimuovere quanto prima i commenti non idonei, illegali o potenzialmente dannosi per sensibilità e la sicurezza dei lettori.

Ultime news