30 dic 2017

Dieci parole giapponesi di Capodanno



Bentrovati sulle nostre pagine!
Sulla scia di nostri precedenti articoli di Halloween e Natale, oggi dedichiamo una speciale lezione di nihongo al Capodanno giapponese e alle parole legate ad esso.

Le prime due feste che abbiamo citato sono state acquisite dal Giappone durante i primi contatti con la cultura europea, ed è proprio per questo che le parole che le riguardano, compresi i loro stessi nomi (Harowiin ハロウィン e Kurisumasu クリスマス), derivano in gran parte da lingue straniere e sono scritte in katakana.
Per Capodanno, invece, è tutt'altro paio di maniche: il concetto di "nuovo anno", infatti, esisteva già in tempi molto antichi, probabilmente fu importato attorno al VI secolo insieme al Buddhismo. Il calcolo della durata di un anno si basava sul calendario di derivazione cinese, in cui ogni mese era scandito da cicli lunari; per questo motivo oggi il kanji tsuki 月, "luna", significa anche "mese". E, sempre per tale ragione, il nome delle celebrazioni per l'anno nuovo è detto Oshōgatsu お正月, letteralmente "il primo mese dell'anno".

Nonostante, nel corso del tempo, la festa abbia acquisito elementi internazionali, come spettacoli pirotecnici e conto alla rovescia, sono ancora vive usanze e rituali legati alla tradizione, come accade ad esempio durante l'Okera Mairi di Kyoto, di cui abbiamo parlato lo scorso anno.
Andando a curiosare tra folklore e modernità, ecco a voi dieci parole giapponesi legate al Capodanno!


{via wanpung}


1. Ōsōji - Grandi Pulizie (大掃除)
A fine dicembre è consuetudine tirare a lucido tutta la casa, per spazzare via lo sporco dell'anno che sta finendo ed essere pronti ad accogliere il nuovo al meglio. È l'occasione di resettare tutto quanto e ricominciare daccapo: non ci si limita a pulire e a riordinare ciò che è fuori posto, ma si deve anche decidere quali oggetti conservare e quali buttare. E con gli essi, i ricordi che vi sono legati. Le pulizie allora sono un momento di riflessione sulla propria vita, in cui tirare le somme e compiere delle scelte, proprio nel momento in cui un anno finisce e uno nuovo comincia. Alla fine, quando tutto sarà in ordine e splendente, ci si sentirà più leggeri e sereni, pronti ad accogliere le novità che l'anno nuovo ci riserverà. L'atto del fare le pulizie è dunque un piccolo rito di purificazione, non soltanto dell'ambiente in cui si vive, ma anche del proprio animo.


2. Bōnenkai - Festa di fine anno (忘年会)
Anche in Giappone si usa festeggiare la notte del 31 con i propri amici, in privato o presso qualche locale o luogo pubblico. Il famoso conto alla rovescia che viene trasmesso dalle emittenti televisive di tutto il mondo solitamente ha luogo ai piedi della Tōkyō Tower, che per l'occasione dopo la mezzanotte mostra sul proprio display le cifre dell'anno nuovo. Il significato del termine bōnenkai è legato all'anno che se ne va, come suggeriscono i kanji usati per comporre la parola: "dimenticare", "anno" e "incontro". Ha un che di nostalgico, non vi pare?

La Tokyo Tower durante lo scorso Capodanno {Zengame}

3. Hanabi - Fuochi d'artificio (花火)
Gli spettacoli pirotecnici accomunano tante nazioni. In realtà in Giappone se ne fa ampio uso anche durante i matsuri estivi, ma indubbiamente quelli che più di altri fanno il giro del mondo sono proprio i fuochi del nuovo anno. La parola hanabi è formata dai kanji "fiore" e "fuoco", e si riferisce ai fuochi d'artificio che, esplodendo, ricordano la forma di un fiore sbocciato. Questo significato di "fuori di fuoco" ci piaceva talmente tanto che abbiamo deciso di adottarlo come nome per la nostra community!


4. Joya no kane - Campana di fine anno (除夜の鐘)
Poco prima di mezzanotte, i cupi rintocchi di campane riecheggiano nel silenzio notturno. Tutti i templi buddhisti del Paese fanno suonare le loro grandi campane metalliche esattamente 108 volte: 107 volte prima che scocchi l'ora, e 1 volta appena dopo. Questo numero può sembrare esagerato, ma ha un suo significato ben preciso: nel Buddhismo, 108 sono le passioni terrene che distolgono gli uomini dal cammino verso l'Illuminazione, e il suono profondo e grave delle campane serve a purificare le persone da esse.

Campana del Chion-in 知恩院 di Kyoto {Kyoto-Picture}

5. Toshigami - Dio dell'Anno Nuovo (年神)
Lo Shintō 神道, religione nativa del Giappone, è profondamente radicata nella cultura nipponica, anche in quest'epoca moderna, e se ne possono constatare le tracce in numerosi aspetti ed elementi. Il Capodanno non poteva essere da meno: il Nuovo Anno, infatti, è rappresentato da un Kami , che è solito scendere nel mondo terreno e visitare ogni casa per pochi giorni agli inizi di gennaio. Egli non è solo l'incarnazione di un nuovo inizio, è anche la rappresentazione degli antenati del nucleo familiare. La sua visita è attesa con trepidazione, perché assicura prosperità e longevità alla famiglia, e per dargli il benvenuto è consuetudine allestire particolari decorazioni. Sono il Kadomatsu 門松, lo Shime kazari 注連飾り e il Kagami mochi 鏡餅, di cui abbiamo parlato in un altro articolo.


6. Osechi ryōri - Cibi per l'occasione (お節料理)
I primi 3 giorni dell'anno è considerato di cattivo gusto cucinare. Si tratta di giorni festivi, da celebrare, in cui dunque non bisogna svolgere alcuna attività lavorativa. Perciò le pietanze da consumare in questo breve periodo vengono solitamente preparate in anticipo e si tratta di cibi con significati simbolici tutti legati a fortuna, longevità, buona sorte, felicità e buona salute. Vengono disposti in speciali scatole laccate chiamate jūbako 重箱, molto più elaborate e decorate delle normali scatole per il bentō. Vi si possono trovare daidai 橙 (arancia amara), datemaki 伊達巻き (omelette dolce con patè di gamberi), kazunoko 数の子 (uova di aringa), alga konbu 昆布, kuromame 黒豆 (soia nera), tazukuri 田作り (sardine esiccate cotte con salsa di soia), tai 鯛 (orata), ebi 海老 (aragosta) e molti altri cibi.

Un esempio di sfizioso pasto {Hiro - Kokoro☆Photo}


7. Mochi - Dolcetti di riso (餅)
Una delle tradizioni del nuovo anno consiste nel preparare i mochi, i dolcetti di riso glutinoso. Il riso cotto a vapore tradizionalmente viene pestato e pestato ripetutamente in un mortaio: una persona si occupa di colpirlo col martello di legno, un'altra invece ha il compito di rimestarlo. Il processo continua finché il riso non si trasforma in un'unica massa appiccicosa, che viene poi suddivisa in porzioni più piccole e lasciata raffreddare. Il mochi è l'ingrediente principale della zuppa ozōni お雑煮, assieme a verdure e pesci di vario tipo. Un piatto a dir poco sostanzioso, che anticamente veniva offerto ai kami e che oggigiorno viene consumato a Capodanno.


8. Otoshidama お年玉 - Mancia di Capodanno
Il Capodanno è un momento atteso con trepidazione soprattutto dai più giovani, perché in questo giorno gli adulti sono soliti far loro regalo di una piccola mancia, a seconda delle disponibilità monetarie e dell'età dei bambini. Viene consegnata avvolta in una carta da origami, chiamata pochibukuro ポチ袋.

Un colorato pochibukuro! {yurhythm}

9. Nengajō - Cartoline d'auguri (年賀状)
Come in Italia c'era la tradizione si scambiarsi cartoline con gli auguri di Natale, in Giappone si fa altrettanto con gli auguri di Capodanno. È un modo per mantenere i contatti con parenti e amici lontani, quando non si hanno le possibilità di vedersi spesso, per salutarsi e scambiarsi notizie. Le cartoline vanno spedite da metà dicembre a pochi giorni prima della fine del mese, e marcate espressamente con la parola Nengajō. In tal modo le poste giapponesi sono in grado di riconoscerle e garantirne la consegna per l'1 gennaio. Sono decorate con gli animali dello Zodiaco Cinese o con simboli convenzionali, ma se si preferisce si possono acquistare quelle completamente bianche da poter colorare e decorare da soli. Di norma vanno compilate a mano.
Attenzione va posta alle famiglie che hanno subito un lutto durante l'anno: non è di buon gusto inviare loro gli auguri, e per avvisare di non farlo di solito un parente del defunto invia a tutti i congiunti una cartolina da lutto, detta Mochū Hagaki 喪中葉書.


10. Dentōtekina Asobi 伝統的な遊び - Giochi Tradizionali
Il primo giorno dell'anno è un momento di gioia e festa, e per intrattenere adulti e bambini si rispolverano giochi tradizionali. Lo Hanetsuki 羽根突き, per esempio, è una sorta di badminton senza rete, giocato con una racchetta di legno chiamata hagoita 羽子板 e un volano chiamato hane 羽. Il Sugoroku 双六, letteralmente “doppio sei”, è simile al nostro gioco dell'oca e ha origini antichissime: fu importato dalla Cina nel VI sec. d.C. Il Karuta カルタ, invece, deriva dalla parola portoghese “carta” ed è un gioco di carte e poesia di cui esistono numerose varianti. In una di esse, resa famosa dall'anime “Chihayafuru”, due giocatori si fronteggiano disponendo a griglia 25 carte ciascuno. Ogni carta reca iscritta la seconda parte di una poesia. Una terza persona declama la prima metà delle poesie, e i giocatori devono essere rapidi nel riconoscerle e prendere la carta che completa il poema, prima dell'avversario, anche rubandola dalla sua griglia. Il vincitore è colui che avrà preso più carte.

Un contest di karuta tenutosi al santuario Yasaka nel 2008 {Aurelio Asiain}


La nostra selezione di parole si ferma qui, anche se ci sarebbe molto altro da dire sul Capodanno in Giappone. Vogliamo chiudere l'ultimo approfondimento dell'anno con una piccola curiosità linguistica: sapevate che, nella lingua giapponese, ci sono due modi per fare gli auguri di buon anno a una persona? Tutto dipende dall'orario, nella maniera in cui segue:

Se stiamo salutando qualcuno per l'ultima volta dell'anno, prima della mezzanotte, bisogna dire:
Yoi otoshi o
「良いお年を」
"Che tu possa avere un buon anno"

Se invece l'ora 0:00 è già scoccata, non ci resta che salutare amici e familiari con il più classico:
Akemashite omedetō
「明けましておめでとう」
"Auguri di buon anno"

Quindi, da parte di tutto lo staff di Hanabi Temple...良いお年を!


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Articolo redatto con la partecipazione di Yuki.

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