3 dic 2017

Polemica sull'obbligo di sterilizzazione per i transgender in Giappone

Mercoledì, il governo giapponese, è stato sollecitato dalla Human Right Watch a porre fine alla Legge 111 che, tramite un tribunale di famiglia, impone alle persone transgender di sottoporsi a sterilizzazione per cambiare il genere nei documenti.

La legge è stata introdotta nel 2003 e, sebbene potrebbe sembrare un passo avanti verso i diritti delle persone transgender, non è stata accolta con entusiasmo dalla comunità LGBT per via dei limiti restringenti e invasivi della norma. Essa prevede che i richiedenti siano single, non abbiano figli di età inferiore ai 20 anni, siano sterilizzati e abbiano una diagnosi psichiatrica di "disturbo dell'identità di genere".


Tomoya Hosoda, primo uomo trans al mondo a essere stato eletto ad una carica pubblica: consigliere per la città di Uruma, nel marzo 2017. [Fonte: Gay.it]

Questa legge pone il Giappone in una posizione inferiore, riguardo i diritti delle persone trans, persino a quella dell'Italia: seppur anche la nostra legge preveda la sterilizzazione, la Cassazione ha dato il via ad una lunga serie di sentenze dei tribunali, a favore della libera scelta dell'individuo mentre, dopo la legge Cirinnà, i matrimoni non vengono più annullati ma, sempre che il partner lo conceda, si trasformano in unioni civili. Più complessa è la questione dei figli, dove seppur la legge italiana non neghi categoricamente la transizione del genitore, potrebbero nascere degli ostacoli a livello giuridico. Inoltre, la norma giapponese è rimasta a una versione obsoleta del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, dove la condizione rimane unicamente per facilitare la transizione alle persone transgender e, ormai, non è più chiamata col titolo stigmatizzante di "Disturbo dell'Identità di Genere" ma "Disforia di Genere".

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) condannano apertamente il Giappone per l'obbligo all'intervento chirurgico, accodandosi alle richieste della Human Right Watch e aprendo il dibattito a livello globale. L'operazione è invasiva, e renderla obbligatoria lede i diritti umani delle persone transgender, nate tali e non vittime di un banale capriccio, rendendo difficile il percorso verso il loro benessere.

La legge era già stata contestata all'inizio di quest'anno quando Takakito Usui, un uomo 43enne nato in un corpo femminile, sollevò la polemica dopo aver perso la sentenza per la riassegnazione legale del genere.
Non essendo permesso il matrimonio omosessuale in Giappone, Usui voleva cambiare sesso per potersi sposare con la sua fidanzata, pur mantenendo la possibilità di avere figli. Essere uomini transgender non vuol dire rifiutare l'idea di poter portare avanti una gravidanza, come può testimoniare il caso di Trystan Reese, uomo trans dell'Oregon che ha partorito il figlio del suo compagno.
"Ho sentito che alcune persone hanno rimpianto l'operazione" ha affermato Usui "La cosa essenziale non dovrebbe essere se hai avuto una operazione o meno, ma come vuoi vivere come individuo".

Il Ministero della Giustizia giapponese ha affermato che il requisito chirurgico è stato messo in atto per evitare "varie confusioni" e "problemi che si presenterebbero nel caso un bambino nascesse dall'abilità riproduttiva trattenuta dal precedente sesso".

Fonti:
Indipendent
Il Giornale
Investire Oggi

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