11 feb 2018

La Dinastia Yamato: al governo dell'Impero da secoli

Nella storia del Giappone sono state tante le grandi famiglie che per secoli hanno partecipato alla lotta per il potere. Alcune hanno preso il comando con la forza, altre tramite strategia o studiate politiche matrimoniali. Ancora prima che questi importanti nomi entrassero a far parte degli annali, un clan tra tutti spiccava per importanza: quello di Yamato 大和, termine che significa "Grande Armonia".

Yamato con il tempo divenne una dinastia che, a partire dal mitico fondatore del Giappone, l'Imperatore Jinmu, ha governato il Paese ininterrottamente fino a oggi. La Dinastia Yamato è, infatti, quella dell'attuale famiglia imperiale giapponese, la più antica monarchia ereditaria del mondo.

Stemma dell'imperatore giapponese {Wikipedia}

Come abbiamo avuto modo di comprendere dai nostri primi viaggi nella preistoria del Giappone, la scalata al potere di questa famiglia è cominciata in un tempo molto lontano. All'epoca lo Shintō 神道 era la religione principale del Paese ed ebbe un ruolo fondamentale nella lotta tra clan per il potere. Yamato infatti sosteneva di discendere da Amaterasu-ō-mi-kami 天照大御神, Colei che Illumina i Cieli, una delle principali divinità shintoiste. Di questa linea di discendenza si parla nelle due principali cronache del Giappone, il Kojiki 古事記 e il Nihonshoki 日本紀, entrambi redatti sia per lasciare memoria di quanto accaduto negli anni, che per legittimare la discendenza divina di Yamato e quindi la sua supremazia.

Le due opere forniscono preziose informazioni sulla cultura del Giappone dell'epoca, ma il loro scopo, insieme alla forte componente mitologica, non le rendono certamente affidabili al 100%. In ogni caso, soprattutto grazie al Nihonshoki, ai ritrovamenti archeologici e a fonti scritte di origine continentale, oggi siamo in grado di risalire ad alcuni importanti punti della storia di Yamato.


La dea Amaterasu, progenitrice della stirpe di Yamato {Wikipedia}

Un'analisi approfondita della discendenza imperiale fu possibile solo dopo il 1945 quando, favoriti dal cambiamento socio-politico dell'epoca, gli studiosi iniziarono a mettere in discussione quanto riportato sulle cronache classiche.
Secondo gli studi, i primi otto imperatori del Sol Levante furono assolutamente leggendari. Successivamente, nel periodo Kofun, si iniziò a parlare di una Autorità politica Yamato (Yamato Seiken ヤマト政権) e di una Corte Yamato (Yamato Chōtei 朝廷). Lo stato vero e proprio, tuttavia, ebbe inizio solo dal V secolo, quando alcuni cavalieri nomadi dalla Corea invasero l'arcipelago. A seguito dell'evento, provato dalla presenza di alcuni manufatti ritrovati nelle tombe Kofun, si verificò una migrazione di aristocratici e di militari, che andarono a formare il cuore del Clan Yamato, trasformando una società agricola in una improntata sulla potenza militare e sull'aristocrazia.



Estensione del clan Yamato {AWH}
Il Giappone di questo periodo è ancora molto frammentato e costituito da Clan detti Uji 氏, un insieme politico-territoriale retto da un nucleo famigliare. Ogni Uji aveva la propria divinità tutelare, lo Ujigami 氏神, il quale esprimeva la propria volontà attraverso il Capo Clan, lo Uji no Kami 氏上. Egli controllava direttamente i cittadini, mentre l'imperatore esercitava una funzione di governo indiretta.

In tutto questo contesto, sarebbe stato proprio Yamato ad avere il ruolo fondamentale di riunire i vari clan del Giappone sotto il vessillo del Sole. Le dinamiche di questa unificazione non sono molto chiare a causa della scarsa documentazione scritta, ma sembrerebbe che accanto a campagne militari sia stata attuata un'astuta politica di autoaffermazione basata proprio sulla gerarchia divina dello shintoismo. Per dirlo in altre parole, la potenza militare di Yamato, che assicurava benessere e protezione alla sua gente, era direttamente collegata all'influenza di Amaterasu, che per diritto governava tutti i kami. I tre oggetti sacri legati alla dea vennero venerati e gelosamente custoditi: la spada nel tempio di Atsuta, lo specchio nel santuario di Ise. Il gioiello, invece, sarebbe stato conferito direttamente all'imperatore.

Gli altri kami di conseguenza, a poco a poco, persero di importanza finendo per essere relegati al ruolo di protettori di un singolo luogo o famiglia.

Il tempio di Asuka-dera {Wikipedia}
Un momento di grave crisi per il clan Yamato giunse con l'introduzione del Buddhismo in Giappone, avvenuta attorno a metà del VI secolo. Il sovrano coreano di Paekche nel 552 mandò a corte alcuni sutra, spiegando quali benefici avrebbe portato la venerazione del Buddha. Inizialmente, il nuovo culto fu accettato tra i nobili, che vedevano Buddha come un qualsiasi altro kami in grado di proteggere il paese. Con il tempo, però, i contrasti tra sostenitori e oppositori si inasprirono, e all'interno del clan Yamato si creò una grande spaccatura.

A favore della nuova religione era la famiglia Soga, opposta ai Mononobe e ai Nakatomi, rispettivamente famiglie di generali e di sacerdoti shintoisti.
Soga no Umako, appoggiato dal sovrano coreano, iniziò a costruire edifici buddhisti, dando origine a veri e propri episodi di rivolta. Nonostante questo però, in nome dei rapporti con la Corea, per i suoi oppositori non fu mai possibile contrastare del tutto la diffusione di questa religione, e nel 596 la costruzione del tempio buddhista Hōkōji fu completata.

Altre famiglie Yamato, su esempio dei Soga, iniziarono a costruire attorno alla zona di Asuka i propri templi privati. Il Buddhismo, legandosi al potere politico, si rafforzò e divenne in breve tempo religione di stato. Inoltre, sviluppò una sinergia assolutamente fuori dal comune con lo Shintoismo, andando a consolidare ulteriormente il governo del Clan Yamato.




Bibliografia:
Piero Corradini, "Il Giappone e la sua storia" - Bulzoni, 2003

Revisione a cura di Junє.

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