25 giu 2018

Influencer giapponesi alla conquista del mondo!

Dopo aver diretto con successo LINE, l’app per messaggistica chat più diffusa dell’estremo oriente, Akira Morikawa 森川亮 sta ora concentrando il suo incredibile talento manageriale nella gestione di una startup per promuovere video creati da fashion blogger ed influencer asiatici.
C Channel nasce nel 2015 come un semplice canale online per dare consigli basati sullo stile di vita dei giovani trendy giapponesi, al mero fine commerciale di promuovere ed incrementare le vendite di prodotti di consumo nazionali, quali cosmetici, capi d’abbigliamento, specialità culinarie, ristoranti di tendenza e agenzie viaggi.

Il considerevole successo avuto in patria ha convinto Morikawa ad esportare il modello in altre nazioni asiatiche. Con il suo ampio database di oltre 500 influencer, la piattaforma mediatica che ospita migliaia di brevi videoclip più o meno artigianali, ha riscosso ampi consensi e con essi vertiginosi guadagni in ben dieci mercati, tra cui Indonesia, Vietnam, Corea, Tailandia e Taiwan.

L’innovazione di C Channel rispetto a simili portali è tanto banale quanto geniale. I video infatti vengono creati con un layout verticale, a differenza dei tradizionali disposti orizzontalmente, consentendo una fruizione comodissima attraverso la semplice pressione del pollice sul mezzo a loro più congeniale, il cellulare. 

Consigli di stile direttamente su C Channel (Ken Kobayashi)

Ora il giovane colosso virtuale si appresta ad entrare nel vasto e redditizio mercato cinese. Per farlo Morikawa è riuscito a coinvolgere nella sua strategia il fondo finanziario cinese Legend Capital Management con la prospettiva di riuscire a garantire introiti stellari agli investitori locali. Traducendo il concetto in parole molto banali: usano soldi cinesi per conquistare agevolmente anche la Cina.

Ma le implicazioni rischiano di essere enormi non solo nel settore prettamente commerciale, ma soprattutto dal punto di vista socio-culturale. 
Da almeno trent’anni infatti, il Giappone viene considerato dai giovani asiatici un punto di riferimento imprescindibile, soprattutto per quanto riguarda le ultime originali tendenze della moda, nonché i modelli di bellezza e di eleganza che riescono a conciliare con maestria semplicità e sofisticatezza. 
Il Giappone mai come prima potrebbe utilizzare questo nuovo strumento per promuovere il proprio stile di vita metropolitano, la propria ossessione per gadget e personaggi kawaii 可愛い dell’ultima ora ( kawaii simile al concetto italiano di "carino", "adorabile in modo infantile"), il look di celebrità pop, assicurandone una diffusione capillare a velocità che non hanno precedenti nella storia dei media. 

Proprio come la produzione cinematografica holliwoodiana ha contribuito all’omogenizzazione culturale occidentale dal dopo guerra, C Channel e i suoi influencer potrebbero irrimediabilmente omologare i costumi della gioventù asiatica agli aspetti più deteriori, insulsi e superficiali di certa cultura popolare giapponese, a discapito delle vere tradizioni, dei veri valori nazionali. Il tutto ovviamente nel nome del dio denaro.

La traduzione del sito ufficiale e la presenza di sottotitoli in inglese lasciano presagire l’imminente lancio della piattaforma anche alla conquista dell’occidente, dove intere generazioni prive di senso critico, traviate dall’aberrante cultura otaku abbondantemente fraintesa, sono già partite alla ricerca di quel vacuo Giappone artificiale che più si avvicina ai loro frivoli stereotipi.  

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