30 giu 2018

Siti del Giappone cristiano diventano patrimonio UNESCO

Ricordate quando avevamo parlato della raccomandazione all'UNESCO di dodici siti legati al Giappone cristiano? Quest'oggi, durante un meeting in Bahrein, la proposta del governo giapponese è stata accettata dalla World Heritage Committee.
I siti interessati si trovano tutti nel Giappone sud-occidentale, precisamente nelle prefetture di Nagasaki e Kumamoto. Il sito più caratteristico è la Cattedrale di Ōura, a Nagasaki, una chiesa gotica in legno risalente 1864. Già designata come "tesoro nazionale", viene considerata la chiesa più antica del Giappone.

La cattedrale di Ōura
Altri siti sono il villaggio di Sakitsu ad Amakusa, prefettura di Kumamoto, dove i cristiani giapponesi mantennero viva la loro fede nonostante il divieto di praticarla emanato dallo shogunato Tokugawa, e i resti del castello di Hara, nella prefettura di Nagasaki. Il governo giapponese afferma che durante il periodo in cui praticare il cristianesimo fu vietato, dal quindicesimo al diciannovesimo secolo, i cristiani giapponesi "coltivarono tradizioni culturali distintive". Questi vengono anche definiti kakure kirishitan 隠れキリシタン, ovvero cristiani nascosti. Tra le tradizioni distintive di questo gruppo c'erano l'adorazione di immagini sacre cristiane rese molto simili a quelle buddhiste per non farsi scoprire dalle autorità e l'adozione di particolari rituali che univano elementi cristiani e di altre religioni autoctone.

Adesso in Giappone si trovano 22 siti Patrimonio mondiale dell'umanità, di cui 18 sono siti culturali e 4 siti naturali.


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