6 lug 2018

Giustiziati 7 responsabili dell'attentato col sarin del 1995

Venerdì 6 luglio è avvenuta, in vari centri di detenzione del Giappone, l'esecuzione di 7 dei 13 membri condannati a morte della setta Aum Shinrikyo オウム真理教, responsabile dell'attentato col gas sarin del 1995. Tra di essi anche il capo della setta, Shoko Asahara 彰晃 麻原, conosciuto anche col suo nome reale, Chizuo Matsumoto. Aum Shinrikyo era inizialmente una setta che univa credenze induiste e buddiste, ma ben presto cominciarono a prevalere le profezie sulla fine del mondo. I seguaci del culto sostenevano che sarebbe scoppiata una guerra globale a cui sarebbero sopravvissuti solo loro. L'unico modo per salvare le anime delle altre persone era farle uccidere da membri della setta, convinzione da cui scaturì l'attentato della metropolitana di Tōkyō.

Alcuni uomini salirono su diversi convogli di treni della metropolitana al centro di Tōkyō, durante l'ora di punta, e forarono con un ombrello dei sacchetti pieni di sarin allo stato liquido. Il gas nervino avrebbe dovuto fuoriuscire dai sacchetti e uccidere decine di migliaia di persone ma alcuni errori nella produzione del sarin e nella dislocazione dei sacchetti ridussero le vittime a 14 (di cui una morì tempo dopo) e gli intossicati a 5500. Si tratta del più grave crimine avvenuto in Giappone dal dopoguerra e ha lasciato segni indelebili nel paese. Ad esempio, a seguito dell'attentato, furono tolti i cestini dalle città in modo che non potessero venire usati per porvi esplosivi o altri agenti pericolosi. 

Il capo dell'Aum Shinrikyo Shoko Asahara {Fonte: BBC News}
Il Giappone, che ha ristabilito la pena di morte nel 1993, non comunica né alla stampa, né al detenuto quando avverrà l'esecuzione fino a poche ore prima della stessa, come riporta Amnesty International, che si dice contraria alla pena capitale in quanto violazione dei diritti umani. Alcuni sopravvissuti o parenti delle vittime si sono invece detti sollevati, ma allo stesso tempo scontenti del fatto che, con la morte dei responsabili, non potranno mai sapere tutta la verità sulla vicenda.

Asahara e i suoi seguaci, tra cui figuravano medici, scienziati ed ingegneri, si sono resi colpevoli di altri crimini oltre all'attentato col sarin: nel novembre del 1989 uccisero l'avvocato Tsutsumi Sakamoto, che stava lavorando a un caso contro la setta, assieme alla moglie e al figlio di un anno; seguirono le uccisioni di alcuni membri che provarono a lasciare la setta, fino ad arrivare alle "prove generali" per l'attentato del 1995, quando, nel 1994, furono uccise 7 persone e intossicate 500 attraverso del sarin sparso da un camion che guidava lentamente attorno a un complesso di appartamenti nella città di Matsumoto 松本市, nella prefettura di Nagano.

La vedova di una vittima dell'attentato si reca a una commemorazione {Fonte: CNN World}
Altri 6 membri incriminati aspettano l'esecuzione, mentre altri ancora sono incarcerati. L'Aum Shinrikyo continua ad esistere, anche se sotto forma di due gruppi chiamati Aleph, con 1500 fedeli, e Hikari no Wa, che ne conta 500. Entrambi sono considerati culti pericolosi, e quindi tenuti d'occhio dallo stato. La ministra della giustizia Yoko Kamikawa ha dichiarato che la pena di morte è "inevitabile" in caso di crimini efferati, e che ha ordinato l'esecuzione dopo "un'attenta considerazione". L'esecuzione è avvenuta a 22 anni e 10 mesi dall'attentato perché solitamente non si procede fino all'esaurimento di tutti gli appelli concessi ai detenuti.


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